1° maggio e un pensiero ai bambini sfruttati nel lavoro

In occasione del primo maggio riportiamo un articolo che presenta rapporto di Human Rights Watch pubblicato ad aprile che denuncia le condizioni di lavoro dei bambini palestinesi nelle colonie israeliane.

“Piccoli bambini palestinesi, anche di appena undici anni, lavorano per molte ore in condizioni pericolose e con salari bassissimi. Succede in Cisgiordania, nelle colonie illegali israeliane. A denunciarlo è il nuovo rapporto «Maturi per l’abuso: il lavoro minorile palestinese negli insediamenti agricoli israeliani in Cisgiordania», redatto pochi giorni fa da Human Rights Watch (HRW).

Nel documento di 74 pagine ci sono le testimonianze di 38 bambini e 12 adulti che lavorano in sette aziende situate, principalmente, nella zona della Valle del Giordano – dove si trovano i più grandi insediamenti agricoli – occupata dall’esercito israeliano e parzialmente colonizzata da immigrati israeliti. «Queste politiche israeliane – si legge nella relazione HRW – che supportano il trasferimento di civili in un territorio occupato, l’appropriazione della terra e delle risorse, violano la Quarta Convenzione di Ginevra».

I BAMBINI NON HANNO UN FUTURO

A lavorare nelle colonie israeliane in Cisgiordania, in violazione del diritto internazionale che stabilisce l’età minima di quindici anni, ci sono – secondo quanto riferisce il rapporto HRW – anche piccoli bambini di appena undici anni.

«Le colonie israeliane stanno traendo profitto dalle violazioni dei diritti contro i bambini palestinesi», ha affermato Sarah Leah Whitson, direttrice per il Medio Oriente e il Nord Africa di HRW. A causa della povertà dilagante, «i bambini delle comunità impoverite dalle discriminazioni di Israele e dalle politiche di colonizzazione stanno lasciando la scuola per accettare lavori pericolosi perché sentono di non avere alternative. Intanto, Israele fa finta di niente».

CONDIZIONI DI LAVORO PERICOLOSE

La relazione, inoltre, documenta le condizioni pericolose in cui sono costretti a lavorare i giovani palestinesi: temperature altissime, carichi pesanti e l’esposizione agli effetti dannosi dei pesticidi. «I bambini che abbiamo intervistato – si legge nel documento HRW – hanno dichiarato di aver sofferto di nausea e vertigini». Ma non solo: «I bambini hanno detto di soffrire di difficoltà respiratorie, dolore agli occhi e sfoghi cutanei dopo aver spruzzato pesticidi, anche all’interno di spazi chiusi».

I prodotti agricoli che vengono raccolti e successivamente confezionati – in particolar modo i pomodori, le melanzane, i datteri, gli asparagi e le cipolle – molto spesso, finiscono anche nelle nostre tavole. Le aziende straniere e i Paesi occidentali «per non contribuire alle violazioni dei diritti umani contro i palestinesi in Cisgiordania dovrebbero immediatamente cessare le importazioni dei prodotti agricoli provenienti da queste zone», ha spiegato Sarah Leah Whitson. «Perché gli insediamenti sono la fonte di abusi quotidiani, anche contro i bambini»”

(dal Corriere della sera)

 

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