25 Novembre al master: “La comunità del benessere e le città riparative”

Ultimo appuntamento per il 2016: il 25 novembre il master abiterà le “città riparative”

Nella settimana dedicata alla giustizia riparativa e in concomitanza con la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza il master apre  il dibattito intorno al tema della giustizia riparativa e delle pratiche riparative (Restorative Practices), quale insieme di strategie finalizzate alla ricostruzione del senso di comunità, oggi sempre più compromesso, attraverso la promozione di occasioni positive di benessere individuale e collettivo.

comunità del benessere e città riparative-2

Il Convegno si aprirà con  una sessione specifica dedicata alle vittime, minori ed adulte: trovare “risposte” alla loro domanda di giustizia ed offrire un sostegno sia ai loro vissuti emozionali sia ai loro bisogni materiali, può produrre benefici per l’intera collettività, rafforzando i legami sociali ed il senso di appartenenza di ciascun cittadino. La sessione di lavoro pomeridiana farà riferimento al progetto “Città Riparativa”che ha l’obiettivo di contribuire alla realizzazione di una comunità sociale fondata su inclusione e coesione, come raccomandato dalla strategia Europa 2020. La finalità è la costruzione di una comunità ad approccio riparativo sul modello delle restorative city anglosassoni di Hull e Leeds, ovviamente rivisitato e riorganizzato in funzione del tessuto culturale, sociale ed economico, cui il progetto stesso si rivolge. Qualche anno fa il gruppo di ricerca di Psicologia Giuridica dell’Università di Sassari, coordinato dalla prof.ssa Patrizia Patrizi professoressa ordinaria di Psicologia sociale e giuridica presso l‘Università di Sassari e docente del modulo di “Psicologia della devianza  nel master “Tutela, diritti e protezione dei minori”,  ha progettato e avviato a Tempio Pausania una ricerca-intervento che intende rappresentare la prima esperienza pilota di comunità riparativa-Studio e analisi delle pratiche riparative per la creazione di un modello di comunità riparativa-che costituisce una delle due unità operative del progetto “Sistema informativo e governance delle politiche di intervento e contrasto dei fenomeni criminali”, con l’obiettivo di sperimentare pratiche riparative in grado di coinvolgere tutta la comunità: scuola, famiglia, forze di polizia, tribunali, comuni, associazioni, sul modello delle città riparative inglesi.

Il modello di gestione dei conflitti a livello di comunità consente, infatti, lo sviluppo di interventi promozionali fin dai primi anni del percorso educativo sostenendo l’utilizzo di approcci riparativi e relazionali come strumento di educazione alla reciprocità e alla responsabilità nei rapporti con gli altri e le altre.Tra le due sessioni ci sarà spazio anche per un singolare laboratorio presentato dall’Associazione La luna al guinzaglio e nato da un percorso strutturato in due fasi e con l’interazione indiretta di due soggetti: i ragazzi di un IPM e la comunità scolastica. Il percorso è iniziato con un’attività creativa in cui il binomio manualità/gioco ha portato ad avere un doppio elemento su cui riflettere: da una parte ragionare sul concetto di Infanzia inteso come importante fase dello sviluppo e della vita; dall’altro la realizzazione di giochi da poter donare ad una scuola. Il dono dei lavori realizzati dai partecipanti ad una scuola appartenente allo stesso territorio ha consentito a questa azione laboratoriale di lasciare tracce “al di fuori delle mura” e raccontare la possibilità di cambiamento a partire dall’Io, dalle relazioni e dai contesti in cui hanno luogo. Un modo per ridefinirsi all’esterno, un modo per ripensare e vivere in modo diverso la propria identità.Finalità generale del convegno è dunque rilevare, divulgare, promuovere buone prassi relativamente ai programmi di giustizia riparativa e costruire modelli di formazione di network per la sperimentazione di comunità riparative. 

Tutto ciò non può prescindere da un approccio integrato, che implica la capacità di affrontare il tema nella sua complessità, lavorando al contempo sulla dimensione preventiva dei fenomeni, sul controllo del rispetto delle regole date, attivando processi inclusivi di punti di vista, responsabilità istituzionali, interessi e bisogni diversi.

Prenotazione obbligatoria a mastertutelaminori@unife.it
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