25°Giornata internazionale dei diritti dei bambini e delle bambine e “il diritto ai sogni”

Mi piace chiudere  questa 25° Giornata internazionale dei diritti dei bambini e delle bambine  pubblicando  un intervento tratto dal forum di discussione della piattaforma  del Master “Tutela, diritti e protezione dei minori” – uno spazio aperto in cui è possibile discutere e confrontarsi su argomenti relativi alla tutela dei diritti dei minori, alla protezione e alla cura dei più piccoli, alle buone prassi da diffondere – inserito da uno dei nostri corsisti,  avv. Maria Lucia Cristiano: un toccante commento al video “Piccole cose di valore non quantificabile”(di Paolo Genovese e Luca Miniero)

…e  mi piace titolarlo

Il DIRITTO AI SOGNI

(di M.Lucia Cristiano)

“A volte la cosa mi fa sorridere, altre volte arrabbiare, ma sono un legale e la prima cosa che penso di fronte a ciò che vedo e sento è: “cosa dice la legge?”. Mi è capitato anche guardando il corto “piccole cose di valore non quantificabile”, ho subito pensato a come il nostro codice penale all’624 definisce il furto: ”Chiunque s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 154 a euro 516…..” Poi sono tornata in “me” e mi sono chiesta: e se l’oggetto del furto sono i sogni dei bambini, le loro speranze, un futuro sereno, la possibilità di crescere sani e felici..la loro essenza più intima? E se il “ladro” che viola la stanza dell’anima, dei segreti più intimi, dei sogni, dei sentimenti, è qualcuno a cui si vuole bene, di cui ci si fida, al quale sembra naturale affidare la propria vita e il proprio destino? E se il ladro, come nel corto..è il papà, e se la mamma sa ma tace? Qual è la pena per il furto dei sogni? A quanto ammonta la multa per aver sporcato i sogni riposti nel fondo del cuore di un figlio? Come si fa a misurare l’angoscia, la paura, la vergogna? Come si può calcolare il valore della perdita dell’amore, della fiducia, dell’idea del futuro? A quanto assomma il risarcimento per le ferite indelebili lasciate dall’interruzione dei sogni in maniera crudele e inumana? Sembra scontato rispondere a tutte queste domande…non c’è pena che basti, non c’è denaro che possa ristorare il danno, non c’è unità di misura che renda giustizia. Come si può trasformare un bimbo in un oggetto, come si arriva a non considerarlo più una persona, come si può impossessarsi della sua vita e dei suoi sogni per trarne un perverso “profitto”? E’ facile provare un’istintiva solidarietà e compassione per i bambini che vengono usati, sfruttati, violentati, è facile commuoversi, adirarsi, gridare vendetta. E’ facile sollevare obiezioni e affermare con forza che i bambini vanno protetti, circondati da cure e affetto, guidati da genitori responsabili e sostenuti da tutte le attenzioni che li aiuteranno a crescere e diventare uomini e donne consapevoli e forti della loro dignità. Più difficile è comprendere ciò che davvero accade quando l’infanzia e l’adolescenza vengono distrutte da lusinghe che a poco a poco diventano abusi, da carezze che diventano violenze, da “affettuosità” che si travestono da privilegi per nascondere la brutalità, più difficile è comprendere come in una stanzetta spaventosi fantasmi prendano il posto dei sogni e la luce venga oscurata dal buio più scuro dove a vincere è sempre e solo la paura del mostro. Possiamo parlare di orrore, di male assoluto, di perversione senza limiti, di psicopatologia, di crimine aberrante e quant’altro, ma nessun termine avrà mai abbastanza forza per descrivere quanto sia grave la pedofilia intrafamiliare e non. “Una mattina mi sono svegliata e ho scoperto di essere stata derubata di tutti i miei sogni….”, dice sommessamente la protagonista del corto, perché è scomparsa la fiducia in sé e negli altri, perché la vita di un bambino/a violato/a sembra non funzionare negli anni, perché si sente guasto, sporco, inadeguato, infelice, profondamente danneggiato nel morale e deturpato fisicamente. “Cosa le è stato sottratto? Domanda il carabiniere. “Tutti i sogni che può avere una ragazza”….l’amore, un amore grande ma fatto di piccole cose, di cose semplici, il ricordo di una canzone, la dolcezza di una mano che accarezza i capelli, che infonde coraggio”…e la sottrazione è ancora più lacerante e dolorosa quando l’amore è sostituito da atti di libidine, la dolcezza di una mano da carezze moleste o violente, la fiducia e il coraggio dal sospetto e dal timore, il conforto e la consolazione dal senso di colpa..una colpa che non esiste! La famiglia è il luogo nel quale ciascuno di noi costruisce la sua identità, i genitori sono un punto di riferimento e i bambini non pensano mai ad essi come a persone cattive pensano semmai di esser loro i cattivi e di meritare ciò che subiscono. Ho letto diverse testimonianze di adulti che sono stati bambini violati, tutte accomunate da un dato ricorrente: la memoria torna sempre lì, all’abuso subìto, ogni volta che devono relazionarsi con il resto del mondo e si sentono inadeguati, ogni volta che faticano a distinguere un gesto affettuoso dall’erotismo, ogni volta che si attribuiscono la colpa di ciò che non va, e soprattutto la colpa di ciò che gli è accaduto e che li porta persino a provocarsi dolore fisico per distrarsi dal dolore interiore, ogni volta che gli incubi prendono il posto dei sogni e paralizzano la mente che fatica a progettare un futuro senza l’ombra scura del passato. E poi c’è la paura, quella di non essere creduti, quella di essere isolati dalla famiglia, quella di non poter mai più vivere un solo giorno senza orribili ricordi. Si possono restituire i sogni ad un bambino violato, abusato, derubato? La risposta può essere “sì”, in molti casi. Si deve fare rete intorno ai bambini. Insegnanti, associazioni, professionisti, servizi sociali, forze dell’ordine, amici, parenti, vicini di casa, tutti possono fare parte di questa rete e contribuire a spezzare la spirale della paura e dell’omertà. Ognuno di noi ha il dovere di far sì che i bambini abbiano il diritto di sognare. Sognare è un diritto inderogabile nella vita di ciascuno, è un diritto di tutti che nessuno può permettersi di sottrarre. E’ la materia prima per la costruzione dell’avvenire. E’ un diritto e non un privilegio e come tale va garantito e tutelato permettendo ai bambini di distogliere la mente e lo sguardo dall’orrore e dalle preoccupazioni, dando loro la possibilità di distrarsi da un passato traumatico per dedicarsi invece alla ricerca della verità e all’opportunità di migliorare la propria esistenza. La  ”normalità” e le routines di un ambiente protettivo e rassicurante  possono aiutare ad uscire dal marasma emotivo e dalla confusione; la competenza dei professionisti può aiutare i bambini a prendersi cura di sé stessi e a tornare ad essere bambini che però sanno difendersi, gli operatori di comunità o i genitori affidatari possono sostituire i modelli di riferimento negativi e diventare nuovi modelli per la costruzione dell’Io in termini evolutivi, per la creazione di nuovi ricordi e valori, per lo stimolo alla creazione di nuovi sogni. Un bambino che non sogna è un bambino senza speranza, ecco perché occorre impegno e coscienza umana e civile per restituire i sogni ai bambini “feriti”. Il sogno può essere arma di denuncia e strumento di cambiamento. “Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita”. (W. Shakespeare)”

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