A testa alta – La tête haute –

a testa alta

Regia: Emmanuelle Bercot

Genere: Drammatico

Tipologia: Disagio minorile

Interpreti principali: Catherine Deneuve, RodPardot, BenoitMagimel

Origine: Francia

Anno: 2015

 

Trama: Malonye` un giovane adolescente cresciuto in un contesto familiare difficile, senza padre ed una madre immatura incapace di gestire i suoi figli. Il ragazzo già all’età di sette anni viene controllato dai servizi sociali ed è affidato ad un magistrato, Florence, che immediatamente prende a cuore la sorte del bambino e lo seguirà durante la crescita. Sfortunatamente, il ragazzo, senza una guida trascurerà la scuola, passerà il suo tempo dedicandosi al furto d`auto, incurante delle regole avrà spesso crisi di violenza incontrollabile. Florence affiderà Malony per sei mesi ad un centro di rieducazione aperto ed alle cure diYann il suo tutor che si affezioneràimmediatamente a Malony leggendo nel giovane adolescente parte del suo passato. All`interno del centro il ragazzo, superate le prime personali diffidenze, affronterà le tappe del recupero non senza ostacoli poiché la sua incapacità di controllare la rabbia gli impedisce un reale reinserimento nella società, in particolar modo la possibilità di rientrare a scuola. Durante la permanenza nel centro Malony incontrerà la giovane Tess tra i due scoccherà subito una simpatia, una sera i due si incontreranno ad una festa e, dopo aver rubato un auto per fare un giro, si ritroveranno nella stanza di Malonydove staranno insieme ma anche in quella occasione verrà fuori quella rabbia incontrollabile che caratterizza i comportamenti dell`adolescente. Nonostante ciò la giovane Tess si innamorerà di Malony, sentimento che il ragazzo ricambia. Trascorsi i sei mesi Malony ritorna da Florence per stabilire il programma per il suo percorso rieducativo, il giudice e Yanndecideranno di inserirlo nel mondo del lavoro: il giovane accetta ma senza entusiasmo un posto da  cameriere. Una sera la mamma di Malony comunica a suo figlio che anche il fratellino Tony è in un centro per bambini, il ragazzo allora ruba un auto si reca al centro e rapisce il bambino ma purtroppo durante il viaggio di ritorno a casa, saranno coinvolti in un incidente da cui usciranno illesi. Malonysarà condotto dal magistrato e questa volta Florence sarà costretta a condannarlo cinque mesi di reclusione in un carcere minorile; durante la detenzione Tessgli comunica di essere incinta, Malony spinto dalla sua solita rabbia ed insicurezza reagisce male e si rifiuta di accettare la paternità`.Trascorsa la reclusione, il ragazzo saràassegnato ad un nuovo centro sempre sotto controllo del suo rieducatore Yann; ricevuta la notizia che Tess ha intenzione di abortire fugge arrivando appena in tempo  per fermare la ragazza che ègià in sala operatoria. Ritornato spontaneamente al centro continuerà questa volta con molto impegno il suo cammino rieducativo perché spinto da un nuovo obiettivo: la volontà di crescere suo figlio nel migliore dei modi.

 Recensione: In tutte le scene che vedono coinvolto Malony con le strutture istituzionali che devono seguirlo o giudicarlo, il ragazzo ha sempre la testa basta. Eppure questo comportamento potrebbe sembrare strano poiché` Malony ha un carattere violento arrogante, eppure nei confronti del giudice, del rieducatore, del direttore del carcere la sua forza apparente sparisce. E’ un adolescente sbandato pieno di paure e di insicurezze, che nasconde le sue fragilità dietro un comportamento arrogante e violento. Malony è il simbolo di troppi adolescenti che vivono così, figli di madri sbandate, entrano ed escono da riformatori o dormono per strada e non provano nemmeno a credere in una vita diversa. Quando Malony, dopo l`incidente in autocon il fratello, ascolta la condanna di Florence sempre a testa bassa,le uniche parole che riesce a pronunciare sono: “grazie”. Malony ha una madre immatura incapace di crescere i suoi figli equando troverà un nuovo amore,arriverà a rinnegarli, Tony in istituto e Malony in prigione. Eccellente l`interpretazione degli attori da Catherine Deneuve a RodtPedot. Ma resta un film abbastanza debole che non riesce a esplorare fino in fondo il mondo del disagio giovanile né tantomeno quello delle istituzioni che dovrebbero garantire il loro recupero e reinserimento. Troppo “madre” il giudice, troppo preparati coloro che dovrebbero aiutare il ragazzo: il tribunale dei minori, gli assistenti sociali, i centri di rieducazione e il sistema detentivo per minori. Troppo poco incisiva la critica al sistema familiare (madre immatura e padre morto), al sistema scolastico che non accetta il ragazzo in quanto incapace di gestire i comportamenti rabbiosi. Nessun esame approfondito della bassissima autostima e del dolore del ragazzo che nasconde il suo grido d’aiuto dietro una felpa e la sua certezza di non valere nulla e per nessuno perché nessuno si prende cura di lui ma, indesiderato viene cacciato fuori dalla vita, emarginato, seguito, ma non amato. Uno stato sociale paternalista quello francese? Il sistema funziona davvero? I problemi sono tanti soprattutto per la presenza di ragazzi francesi di origine araba, africana che riempiono i centri. Il film è emozionante ma per dire troppo finisce per dire poco, per non spingersi a osservare i sensi di colpa l’inadeguatezza che sente il bambino e che lo disporranno ad essere un adolescente borderline, per non penetrare alcun problema o portare lo spettatore alla riflessione. Perché in fondo il ragazzo riesce a trovare uno spiraglio e forse una soluzione solo quando comprenderà che sta per arrivare qualcuno che ha bisogno di lui, della sua cura, uno scopo che lo porterà finalmente a provare a vivere stavolta a testa alta.

M. P.

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