unnamed

“Dario, amore mio,

forse ti farà sorridere che, fra i tanti mezzi tecnologici e rapidi che esistono oggi, io abbia scelto di scriverti questa lettera. E’ stata mia madre, sai, a darmi l’idea. Ha detto che era stanca di vedermi sempre triste e con il telefono in mano. E mi ha raccontato che quando papà è partito per fare il militare sono stati un anno senza vedersi e non c’erano i cellulari e nemmeno internet.

Lei gli scriveva delle lunghissime lettere e lui le rispondeva. Ha conservato un po’ di quella carta da lettere che usava e me l’ha regalata. E’ quella che sto usando adesso. E’ un po’ ingiallita dal tempo, ma mi piace usarla per scrivere a te. Non so come abbia fatto mia madre ad aspettare mio padre un anno intero, a me sembrano un’eternità questi due mesi. Non solo perché non posso vederti, ma perché all’improvviso mi mancano tutte le piccole cose alle quali eravamo abituati e che adesso non abbiamo più. Mi manca non poter prendere l’autobus per andare a scuola e sapere che alla fermata eri lì ad aspettarmi, mi manca contare i minuti fino all’intervallo per cercarti nel corridoio. Ripenso sempre a quel giorno, dopo la scuola, in cui siamo andati insieme in autobus fino al mare. Ti ricordi? Abbiamo disegnato quel cuore grande sulla sabbia e abbiamo aspettato che le onde del mare lo cancellassero. Non so perché, ma mi sembra attraverso questa carta di riuscirti a dire cose che al telefono, o per messaggio, faccio più fatica a dire, forse per paura che tu possa ridere di queste cose, che a me adesso sembrano ancora più importanti ma a te non so… A volte ho paura che questa quarantena possa rovinare tutto, mi sembra che ci abbia interrotti proprio sul più bello, proprio nel momento in cui potevamo fare insieme tutto quello che avevamo per tanto tempo desiderato. Mi chiedo se quando tutto questo finirà e potremo rivederci mi amerai ancora, mi amerai come prima. O se invece sia vero il detto “lontano dagli occhi, lontano dal cuore”. Perché per me non è così. Anche se non ci possiamo vedere, non ti ho mai sentito così dentro al mio cuore come adesso. Tutte le sere stringo a me la tua maglietta preferita, quella che mi hai regalato quando sono andata a Londra per il viaggio studio e sulla quale avevi spruzzato un po’ del tuo profumo. La tengo stretta e penso a tutti i momenti belli che abbiamo passato insieme. E spero che possano ritornare presto, perché nessuna delle cose che faccio adesso mi sembra abbiano significato senza di te”.

 “Cara Giada,

questa mattina mia madre ha trovato una busta nella cassetta della posta e mi ha detto che una carta così profumata non poteva che essere tua. Mi hai fatto un regalo bellissimo. Hai ragione tu, non sempre nei messaggi e nelle videochiamate riusciamo a dirci le cose che pensiamo davvero. Ma ciò che sicuramente non devi pensare è che io possa ridere di te. Come potrei prenderti in giro amore mio? Anche io penso continuamente a quel pomeriggio al mare. Soprattutto quando avrei voglia di richiamarti appena messo giù il telefono e so che non si può, perché devi studiare e poi se ti distraggo troppo mi sgridi. Guardo sul cellulare quella foto che ci hanno fatto fuori dalla scuola, ti ricordi? Quella in cui tu hai quella maglia azzurra come i tuoi occhi che abbiamo comprato insieme al mercato. Mi manchi Giada e vorrei che tutto questo non fosse mai successo. E non perché il mio amore per te possa cambiare con la distanza, ma perché non vorrei vivere un solo giorno lontano da te. Mio fratello mi prende in giro, dice che la dobbiamo smettere con tutti questi messaggi e queste telefonate che sembriamo sposati. Ma io non ci trovo niente di male. Perché io non lo so se ci sposeremo, ma sono sicuro di voler stare con te per sempre. Lo so che sei triste e che non vederci rende tutto più difficile. Ma dobbiamo pensare che prima o poi ci potremo rivedere e che tutto tornerà come era prima. Anzi, possiamo fare una cosa. Quando ti senti triste pensa che, appena si potrà, prenderemo di nuovo l’autobus per andare al mare e cercheremo di nuovo quello scoglio dove ci siamo seduti insieme ad aspettare il tramonto. Quando sei triste, cerca di pensare a quel giorno, cerca di immaginare come sarà. Cerca di pensare a qualcosa di bello, a qualcosa che ti piacerebbe fare, a dove potremmo fermarci a mangiare, a come saremo vestiti, ai posti dove ci potremmo fermare. E poi scrivimelo perché io ti prometto che, appena si potrà, quel giorno sarà così come lo avevi immaginato. Io aspetterò ogni minuto che quel giorno arrivi”. Alcuni sostengono che un’altra categoria di invisibili di questa quarantena siano proprio gli innamorati. Ufficiali, clandestini, adolescenti o navigati, questa epidemia ha messo una distanza nel tempo, nello spazio e nel corpo proprio tra coloro che credono di non avere tempo da aspettare, che non vogliono altro che condividere spazio e prossimità, intimità.

Queste due lettere possono fare sorridere, forse possiamo pensare che due adolescenti avranno tutto il tempo del mondo per vivere l’amore. Ma questo amore, questo tempo, sono minati fin dalle più profonde radici. E, in più, non dobbiamo sottovalutare il dolore che la distanza può provocare, anche se oggi di certo la tecnologia aiuta. A partire dal 4 Maggio i congiunti potranno rivedersi, ma certamente dovranno usare le dovute precauzioni. Chissà quando Dario e Giada potranno tornare al mare, mangiare al ristorante, fermarsi al mercato a comprare un altro regalo per suggellare il loro amore. Per il momento dovranno accontentarsi di rivedersi dal balcone, oppure di incontrarsi in un parco e potersi sussurrare ad un metro di distanza: “Arrivederci amore, ciao”.