Certi bambini

certi bambini

Regia: Andrea ed Antonio Frazzi

Genere: Drammatico

Tipologia: Disagio minorile

Interpreti : Gianluca DiGennaro, Miriam Candurro, Sergio Solli, Nunzia Fumo, Arturo Paglia

Origine: Italia

Anno: 2004

 Trama: Rosario è un bambino che vive nella provincia degradata di Napoli, senza genitori, allevato dalla nonna che purtroppo non riesce più a gestire il ragazzo poiché affetta da demenza senile. Senza alcuna assistenza il ragazzo lascia la scuola molto presto, cresce per strada e con altri suoi coetanei si dedica a furti in appartamenti, scippi ed altre forme di microdelinquenza. Nonostante ciò Rosario conosce Santino il quale lo introduce nell`ambiente di Casa Letizia, una struttura di recupero per ragazze che vivono situazioni di estremo disagio, gestita da un prete. In questo luogo il ragazzo conoscerà e si innamorerà di Caterina una ragazza di venti anni rimasta incinta. Rosario vivrà per un certo tempo una doppia vita, quella da strada con i suoi amici dedicandosi alla sua carriera di giovane criminale e quella di Casa Letizia aiutando Don Alfonso e gli altri a mandare avanti la struttura. Durante una festa il ragazzino scopre Caterina e Santino mentre hanno un rapporto sessuale;avvertirà la cosa come un tradimento e la sua rabbia lo porterà a compiere dei gesti che lo avvicineranno sempre più all`ambiente delinquenziale che già frequenta. Il salto finale avverrà come per un assurdo gioco del destino: quando Caterina morirà dopo l’aborto che le aveva provocato una forte emorragia, Rosario sfogherà la sua rabbia contro il medico del pronto soccorso, sparandogli prima nelle gambe e poi minacciandolo millantando la sua appartenenza ad un clan camorristico. Questo evento attiverà la “macchina” del reclutamento camorristico. Rosario, proprio tramite un collaboratore di Casa Letizia, sarà avvicinato da un delinquente che lo addestrerà all`omicidio e, successivamente, gli darà l`incarico di uccidere un uomo. Il ragazzo eseguirà senza battere ciglio rendendosi conto che non ha più possibilità di tirarsi indietro, adesso il suo destino di baby killer è segnato. Tratto dall’omonimo romanzo di Diego De Silva.

Recensione: Il film è un viaggio che non ha come destinazione una straordinaria meta turistica, è un viaggio nella circumvesuviana il treno che percorre il tratto che abbraccia i paesi posti alle falde del Vesuvio e li collega alla città di Napoli. Il viaggiatore è Rosario adolescente e micro-delinquente che orami sta per avere il suo tragico battesimo di fuoco a cui pare che tutta la sua vita si sia preparata senza poter avere alcuna scelta, alcuna alternativa. In questo viaggio egli ripercorre con la memoria le tappe della sua breve esistenza prima di giungere all`appuntamento più importante della sua “carriera”. Durante il percorso egli ripensa e rivede le scene della sua vita e lo spettatore rifà lo stesso percorso con lui, lo guarda e vive i suoi giorni: dal piccolo delinquente che gambizza un pedofilo e gli ruba il portafogli a quelle di ragazzo innamorato e deluso da Caterina e Santino, sino a giungere alla fase dell`addestramento. Non c’è pietismo ma c’è una strana dolcezza nei due cineasti che guardano Rosario con rimpianto quasi. Perché resta un bambino che non  sceglie ma approda con una naturalezza quasi disarmante, all`ambiente camorristico. Rosario resta come puro quando si rifiuta di andare aletto con ragazzina che ha la sua stessa età e che la madre costringe a prostituirsi in casa; resta puro quando cura sua nonna con molta delicatezza ed attenzione, quando si innamora o crede di essersi innamorato di una ragazza più grande e soffre di gelosia. Quindi se è vero che cresce in un ambiente degradato, è vero anche che sono l`assenza di un contesto familiare, l`assenza delle istituzioni scolastiche gli ingredienti essenziali che forgiano la sua giovane mente e lo guidano verso la strada della criminalità. Le forze di polizia che potrebbero forse fermare questa discesa inarrestabile, utilizzano invece con i minori le stesse armi dei criminali: la paura, la violenza, la sopraffazione; la struttura che Rosario frequenta porta a riflettere sul possibile sbaglio di far vivere insieme ragazzi giovanissimi con diciottenni. Don Alfonso non riesce a contenere, a creare condivisione o un clima di cura. Non ha professionisti che potrebbero assisterlo. Rosario (metafora di tutti i minori che vivono questa realtà) è sempre un bambino con i bisogni di un bambino; egli infatti si lega all`ambiente di Casa Letizia che rappresenta per lui un momento di aggregazione un ambiente che non è quello sudicio del bar che frequenta. Un altro mondo sarebbe possibile per questi ragazzi, basterebbe solo saperli intercettare ed incuriosirli verso nuove prospettive, fornendo loro gli strumenti necessari per gestire le loro emozioni, per costruirsi il proprio destino (paradossalmente è proprio il modo di operare della camorra nei confronti di Rosario) e orientarli verso nuovi obiettivi diversi da quelle che conoscono e che accettano come normali.Rosario ha voglia di essere amato e curato ogni mattina accarezza la foto che lo vede piccolo accanto ai suoi genitori, ma la società sembra essere indifferente ai suoi bisogni come a quelli di tutti i ragazzi della sua età. Così alla fine del suo viaggio, alla fine della sua infanzia spara, uccide un uomo senza nemmeno sapere chi sia e come gli è stato insegnato dal “maestro” quando si accorge che ha sangue sulle mani, non utilizza la maglietta per pulirsi ma si lecca le mani, ingoia quel sangue anche se l’odore gli resta sulle dita e niente ormai potrà cancellarlo: il battesimo è completo e la camorra ha un nuovo discepolo incensurato. Il successo del film è stato confermato dai premi vinti: David di Donatello 2005 come miglior produttore Rosario Rinaldo e Claudio Cutry. European Film Awards 2004: PrixFassbinder a Andrea Frazzi e Antonio Frazzi.  Festival Internazionale del cinema di Karlovy Vary 2004: GrandPrix – Crystal Globe a Andrea Frazzi e Antonio Frazzi. Giffoni Film Festival 2004: Gran premio della giuria a Andrea Frazzi e Antonio Frazzi.

M. P.

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