Educare senza conflitto… e altri paradossi pedagogici

Il 6 Ottobre alle h 18.00 il Master vi dà appuntamento al seminario dal titolo: Educare senza conflitto… e altri paradossi pedagogici che terrà il Dott. Massimo Serra.

Partecipazione gratuita!

Per chi fosse interessato è pregato di inviare una mail alla tutor Dott.ssa Alessandra Chiaromonte: alessandra.chiaromonte@unife.it entro le h 18.00 del 4 Ottobre.

Il Seminario intende aprire uno spazio di riflessione e confronto sul tema dell’educazione.

L’educazione è una delle pratiche più antiche della storia dell’uomo; nel suo significato più esteso, come cura dei più piccoli, nasce con l’uomo stesso. Poi ad un certo punto della storia dell’uomo, l’educazione diventa “intenzionale”, e comincia ad assumere connotazioni specifiche e riguardare ambiti più circoscritti. Ma al contrario di quanto avviene per altre faccende umane, dove vi è una distinzione piuttosto netta tra gli specialisti e i non addetti ai lavori, l’educazione continua in qualche modo a riguardarci tutti. Il senso di “cura” è rimasto talmente presente nel nostro dna, per così dire, che risulta molto complicato per chiunque affermare “l’educazione non mi riguarda”. Eppure, nonostante questo, il modo di stare dentro l’educazione è ancora fortemente caratterizzato da spontaneismo, se non addirittura da inconsapevolezza. Attraverso una sorta di “metodologia dell’irriverenza” nel seminario saranno proposti alcuni paradossi dell’educazione, con i quali si intende affrontare la domanda “quanto mi riguarda l’educazione?”. Il primo paradosso di cui parleremo avrà a tema il conflitto. Si proporrà un breve excursus storico sulle teorie del conflitto, fino ad arrivare all’emergere di una idea di conflitto come qualcosa di utile/utilizzabile in ambito all’educazione. Il conflitto come luogo potenzialmente generativo della relazione assume quindi la forma di un paradosso, una idea che contrasta con la pratica educativa comune, in cui si cerca piuttosto di evitare o al massimo risolvere i conflitti. Ci misureremo poi con altri paradossi pedagogici, sempre con l’intenzione di riflettere sul nostro modo di occuparci di educazione e aprire una strada verso lo sviluppo di competenze che ci mettano in grado di sostenere e aiutare coloro che a loro volta si occupano a vario titolo di educazione.

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