“Il contesto normativo e operativo di Rete della Giustizia minorile. L’esperienza dell’U.S.S.M. di Perugia.”

Siamo pronti a partire con la Decima Edizione del Master a.a. 2018/2019!!!

Una ricca e coinvolgente edizione si è appena conclusa con soddisfazione da parte di tutti.

Di seguito proponiamo la tesi della corsista: Veronica Martinoli.

Relatrice : Prof.ssa Dina Galli 

 

ABSTRACT

Il mio lavoro di tesi si concentra sulla Giustizia minorile, nel suo aspetto normativo, organizzativo e tecnico-operativo, con interesse maggiore sulla condizione del minore autore di reato, tematica ricca di storia e problematiche, al fine di tutelare il suo percorso evolutivo ed educativo.

La tesi è composta da quattro capitoli, raggruppabili in tre aree: la prima dedicata all’aspetto normativo e all’istituto della “messa alla prova”, come provvedimento a cui è sottoposto il minore; la seconda invece riguarda più l’aspetto organizzativo dei servizi della Giustizia minorile e gli operatori che ve ne fanno parte; l’ultima area, poi, sarà riservata ad un piccolo lavoro di ricerca svolto presso l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM) di Perugia, dove sono stati raccolti dati quantitativi in base a delle variabili quali: la tipologia dei reati, la nazionalità, il sesso e l’età di chi ha commesso il reato, la presenza di più di un procedimento a carico dello stesso minore e gli esiti della messa alla prova. Oltre alla raccolta dei suddetti dati è stata fatta un’analisi del lavoro di rete attraverso l’esame della casistica.

A tal proposito, l’elaborato si aprirà con una breve trattazione dell’evoluzione storica riguardante il passaggio dal R.D.L. 20 Luglio 1934 n.1404 (“Istituzione e funzionamento del Tribunale per i Minorenni”) al D.P.R.22 Settembre 1988 n.448 (“Disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni”).

Il D.P.R. 448/88 rafforza un atteggiamento prima di tutto culturale, oltre che di repressione alla criminalità, perché esprime la necessità dei rapporti tra Giustizia penale e minore. Sin dall’art.1 del D.P.R. si delinea la nuova concezione del processo penale minorile, in cui le nuove disposizioni di legge vanno applicate in modo adeguato alla personalità del ragazzo ed alle sue esigenze educative. Verranno in questa sede elencati i principi e le innovazioni introdotti dal Decreto.

Successivamente l’elaborato si pone come obiettivo quello di esaminare l’istituto della Sospensione del processo con messa alla prova dell’imputato minorenne, quale mezzo privilegiato per la rapida fuoriuscita dal circuito penale.

Da ultimo, prima di raccontare l’esperienza presso l’USSM di Perugia, si passerà alla descrizione della Rete che si occupa del minore autore di reato, con particolare riferimento all’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni. L’USSM viene considerato il “nodo di rete” del sistema giustizia perché attua una collaborazione con gli altri operatori dei servizi della Giustizia e degli enti locali e perché è da qui che il minore inizia il suo percorso penale, affiancato da Assistenti Sociali competenti che lo accompagnano nel processo di cambiamento. Il suo intervento si attua attraverso l’applicazione dei principi e dei metodi propri del Servizio Sociale professionale ed ha la competenza nei confronti del minore dal primo impatto con la Giustizia, per ridurre eventuali distanze, e per l’avvio di un rapporto di collaborazione che porti al compimento dell’iter penale, affinché il ragazzo e la sua famiglia conoscano e siano consapevoli degli aspetti della vicenda processuale che li vede coinvolti, con l’obiettivo del rientro del minore nel tessuto sociale.

Questo lavoro di tesi ha lo scopo di unire le mie conoscenze pregresse alle metodologie e tecniche di Servizio Sociale in ambito giudiziario, che ho appreso nel corso della frequentazione del Master in “Tutela, diritti e protezione dei minori”.

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