La consulenza tecnica alla magistratura (CTU)

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Contenuti del corso

L’attività di consulenza viene richiesta a un professionista competente in problemi dello sviluppo di bambini/ragazzi e di corrispondente disagio familiare. Gli allievi vengono informati circa le procedure corrette per dare alla Magistratura le risposte esaurienti e utili al quesito posto al consulente tecnico. Il quesito può essere diversamente impostato e chiedere una gamma diversificata di informazioni e/o valutazioni, a seconda che sia posto dalla magistratura ordinaria o minorile, a livello di Procura o di Tribunale. In ogni caso, il quadro complessivo di significato è offrire una rappresentazione quanto più possibile ampia, chiara e dettagliata delle circostanze che hanno prodotto il presunto danno al minore, la qualità morale, educativa, sociale e culturale del contesto familiare in cui ha vissuto e/o vive il minore. Di estrema importanza è la rappresentazione dello stato psico-sociale del bambino, la sua idoneità a testimoniare, l’attendibilità e competenza nella comprensione degli avvenimenti che lo riguardano.

Obiettivi del corso 

I corsisti vengono formati a condurre una ricerca a tutto campo sulla situazione pregressa e attuale del minore e di tutto il nucleo di appartenenza, compresa la famiglia allargata e la sua storia, per spiegare la genesi della presunta disfunzionalità genitoriale e le sue conseguenze sulla prole, con particolare riguardo a eventuali danni sul processo di sviluppo. La procedura deve partire dall’esame di tutta la vicenda, dal momento in cui ai servizi territoriali o all’Autorità Giudiziaria è pervenuta la segnalazione, dalle informazioni raccolte presso i servizi territoriali, la scuola, la pediatria di base, il contesto complessivo di vita del minore e del nucleo, la conoscenza approfondita di tutti gli adulti significativi e dell’interessato, attraverso colloqui, prove testistiche, attività di gioco a seconda dell’età e delle sue capacità. Di estrema importanza è poi la modalità di stesura della relazione, lo strumento dal quale il PM o il Giudice devono attingere informazioni chiare e corrette, tali da consentire un giudizio quanto più possibile equilibrato e adeguato.

Docente

Morena Tartari, Psicologa, Psicoterapeuta –  Università degli Studi di Padova

Morena Tartari

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