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Si è parlato di giustizia ripartiva oggi con il Prof. Lepri dell’Università di Sassari. Si è parlato di come attivare processi di giustizia riparativa, all’interno dei quali coinvolgere i minori che debbano scontare una pena detentiva, possa presentificare una dimensione di assunzione di responsabilità mettendo al centro il danno.

Il dialogo tra vittima ed autore di reato, autorizzando domande e risposte che spesso non sono concesse all’interno della storia processuale, perche non rilevanti, può produrre un processo di cambiamento, in cui la vittima si senta ascoltata e l’autore di reato possa ripercorrere la storia emotiva che l’ha portato ad arrecare un danno, per far sì che quella storia non si ripeta. Il dialogo tra vittima ed autore di reato consente di scrivere e riscrivere narrazioni molteplici, aiutando la vittima a superare il blocco in cui il reato l’ha reclusa. Esistono esempi virtuosi in Italia in cui vengono attivati, a livello comunitario, processi di giustizia riparativa. La realtà di Tempio Pausania, in cui l’apertura di un carcere di massima sicurezza ha dato l’opportunità a tutti i membri della comunità di ripensare e di ripensarsi in una relazione che potesse consentire di andare oltre il reato, costituisce un esempio di come sia fondamentale cogliere opportunità e terreni fertili per generare riflessione, crescita intra ed interindividuale e socializzazione dei percorsi riparativi.

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