La storia di Okike

okike

 

 

 

 

 

 

 

Regia: Edoardo Ferraro, Leonardo Accattoli

Genere: Cortometraggio

Tipologia: Immigrazione

Interpreti: Okike

Origine: Italia

Anno: 2017

 

 

Trama: Okike vuole raccontare la difficoltà di convivere con il trauma della fuga, della violenza, dell’esilio e della solitudine. Lo vuole fare con leggerezza, mostrando gli sforzi di un protagonista che ha dentro un Mondo, ma che non ha i mezzi né le capacità per ricrearlo. Un personaggio che ha una storia, sì, ma che paradossalmente ha una storia troppo simile a tante altre. Uno sfortunato che nonostante tutto e tutti vede, nel raccontare e nel  far vedere la sua vicenda, l’unico modo di superare il trauma e giustificare la propria esistenza. Un ragazzo africano dallo sguardo sorridente è in piedi in una piccola aula di tribunale. Stringe tra le sue mani un lettore dvd portatile, su cui ha appena fatto partire “il suo film”: Okike, da lui diretto e interpretato assieme ad alcuni dei suoi coinquilini. Davanti a lui una Commissione lo osserva perplessa, sforzandosi di seguire il suo racconto. Il ragazzo, infatti, parla uno strano mix tra un italiano stentato e un inglese elementare, per il resto si esprime in Igbo, la sua lingua madre. Quella che sta raccontando è una vicenda simile a tante, tantissime altre: la guerra civile, l’addio alla famiglia e mesi e mesi di fuga; poi la Libia, gli scafisti, il Mediterraneo, l’Italia, lo sbarco e infine la richiesta d’asilo.

Okike non demorde, e non mollerà nemmeno dopo il rifiuto della Commissione.

Recensione: Guardare i migranti sbarcare sulle coste italiane comodamente seduti sul divano di casa nostra mette un filtro sul cuore, che non fa comprendere davvero quello che deve aver patito una persona prima di decidere di lasciare il proprio Paese, i propri averi e la propria famiglia per tentare  di salvarsi la vita altrove. È questo che vuole raccontare Okike.

Okike si configura come strumento comunicativo privilegiato per raccontare la storia di un rifugiato e promuovere la conoscenza di argomenti tanto importanti e complessi come quello dell’asilo politico. Mettersi nei panni dell’altro, spostare il punto di vista, costringersi a interpretare ruoli non consuetamente vissuti. Il rifugiato si racconta contro ogni sensazionalismo, contro ogni immagine che non sia quella che ha di se stesso veicolando in questo modo la sua esperienza, le sue aspettative ma anche le sue percezioni di ciò che sta accadendo.  Okike vuole raccontare un percorso, un’esperienza, le ansie ma anche la fiducia e le speranze. L’ obiettivo di tale progetto vuole essere quello di favorire l’informazione, la conoscenza ed una corretta rappresentazione del fenomeno “rifugiati” , promuovendo i valori di  una cultura di accoglienza quale terreno fertile per un’integrazione partecipata. Creare, attraverso strumenti innovativi e di immediato impatto comunicativo, i presupposti per una nuova riflessione  sul tema del rifugio. Utilizzare il linguaggio per immagini, le sue tecnologie e le modalità artigianali della sua realizzazione come strumento di impegno e crescita personale e sociale, e di scambio e comunicazione interculturale.

A. C.

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