Le fate ignoranti

EPSON scanner image                          LE FATE IGNORANTI  GENERE: Drammatico  ANNO: 2000  REGIA: Ferzan Ozpetek  SCENEGGIATURA: Ferzan Ozpetek, Gianni Romoli  ATTORI: Margherita Buy, Stefano Accorsi, Erika Blanc, Gabriel Garko, Serra Yilmaz, Filippo Nigro, Andrea Renzi, Maurizio Romoli, Rosaria De Cicco, Ivan Bianchi, Luca Calvani, Carmine Recano, Lucrezia Valia, Koray Candemir  FOTOGRAFIA: Pasquale Mari  MONTAGGIO: Patrizio Marone  MUSICHE: Andrea Guerra  PRODUZIONE: R&C Produzioni  Antonia e Massimo sono sposati da più di dieci anni, vivono in una bella villetta nella periferia residenziale di Roma e sono una coppia felice. Massimo muore all'improvviso in un incidente di macchina. Antonia sprofonda in un lutto totale, assistita dalla madre Veronica e dalla domestica filippina Nora. Antonia non riesce a riprendersi, non va a lavoro, trascura le amiche e le colleghe, si chiude nel suo dolore. Finchè non scopre per caso che Massimo aveva da sette anni un'amante. Le indagini per scoprire chi fosse, costringono Antonia ad uscire dal suo guscio di dolore. Tramite l'unica traccia di un cognome e di un indirizzo, Antonia riesce ad arrivare a casa dell'amante di suo marito, che vive in un quartiere popolare della città e scopre che non è un'altra donna... ma un uomo, Michele.

Regia: Ferzan Ozpetek

Genere: Drammatico

Tipologia: Differenze di genere

Interpreti: Margherita Buy, Stefano Accorsi, Erika Blanc, Gabriel Garko, Serra Yilmaz, Filippo Nigro, Andrea Renzi, Maurizio Romoli, Rosaria De Cicco, Ivan Bianchi, Luca Calvani, Carmine Recano, Lucrezia Valia, Koray Candemir

Origine: Italia

Anno: 2001

 

 

 Trama: Antonia e Massimo sono sposati da più di dieci anni, vivono in una bella villetta nella periferia residenziale di Roma e sono una coppia felice. Massimo muore all’improvviso in un incidente di macchina. Antonia sprofonda in un lutto totale, assistita dalla madre Veronica e dalla domestica filippina Nora. Antonia non riesce a riprendersi, non va a lavoro, trascura le amiche e le colleghe, si chiude nel suo dolore. Finchè non scopre per caso che Massimo aveva da sette anni un’amante. Le indagini per scoprire chi fosse, costringono Antonia ad uscire dal suo guscio di dolore. Tramite l’unica traccia di un cognome e di un indirizzo, Antonia riesce ad arrivare a casa dell’amante di suo marito, che vive in un quartiere popolare della città e scopre che non è un’altra donna… ma un uomo, Michele.

Recensione: Ozpetek vuole raccontare, quella delle “fate ignoranti”, del gruppo di bizzarri, diversi (non solo omosessuali), profughi, ammalati (di Aids e d’amore), di cani sciolti di passaggio, che animano la “famiglia” di Michele e che diventano, tra asprezze e distrazioni, la nuova famiglia di Antonia, fino a farle scoprire volti nuovi nella sua vera famiglia e in se stessa. Vive del suo vero amore per i suoi personaggi, della voglia non di giustificarli ma di capirli, delle sfumature dell’anima alle quali arriva. Ha coraggio, non solo il coraggio di mettere al centro della scena i “diversi” (Ozpetek insiste su un punto: il suo non è un film gay o di soli gay), ma soprattutto quello di prendersi i suoi tempi: i tempi delle pause addolorate e silenziose, degli sguardi di Margherita Buy persi nel vuoto, nel fiume e nel ricordo, i tempi necessari a una profuga per passare dal buonsenso casalingo alla malinconia, quelli capaci di trasformare una terrazza in un “luogo” narrativo e di rendere plausibili maturazioni e cambiamenti. E i tempi, nel cinema a rotta di collo dal quale siamo circondati, non sono poco.

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