Matilda sei mitica

matilda sei mitica

Regia: Danny De Vito

Genere: Commedia

Interpreti: Danny De Vito, Kiami Davael, Embeth Davidtz, Pam Ferris, Goliath Gregory, Brian Levinson, Sarah Magdalin, Rhea Perlman, Paul Reubens, Kira Spencer Hesser, Tracey Walter, Mara Wilso

Origine: Usa

Anno: 1997



Trama: Matilda è una ragazzina dalla straordinaria intelligenza. Purtroppo i suoi genitori sono sempre distratti e assorbiti dai loro problemi per accorgersi delle qualità della figlioletta. Quando finalmente si decidono ad iscriverla ad una scuola, scelgono Crunchem Hall, un cupo edificio di mattoni, in cui i giovani ospiti vivono sotto il terrore di una corpulenta direttrice, Agatha Trunchbull. In questo triste ambiente, Matilda trova conforto solo nella compagnia di miss Honey, un’insegnante di prima elementare che capisce le notevoli qualità della bambina e la aiuta a farle venire fuori. Tra queste, finisce con l’affermarsi la capacità di Matilda di mettere gli adulti di fronte alle loro responsabilità e di far loro comprendere i doveri che hanno verso i figli, soprattutto piccoli. Ma i genitori non sono più in grado di raccogliere l’appello della bambina, che alla fine viene adottata dalla maestrina che diventerà per lei la nuova famiglia.

Recensione: Fedele allo spirito del romanzo di Dahl da cui è tratto, il film non si limita a essere un prodotto per l’infanzia, ma piuttosto invita gli adulti a riflettere sull’orrore quotidiano dell’essere bambini quando i più grandi non sanno o non vogliono rendersi conto delle esigenze dei più piccoli.
Utilizzando uno stile narrativo dichiaratamente grottesco, che permette esagerazioni e deformazioni che traducono stilisticamente la centralità del punto di vista infantile sul mondo, De Vito propone numerosi spunti che problematizzano lo status dei bambini nella realtà contemporanea. La famiglia di Matilda ne è un esempio. Fin dalla nascita la piccola è vissuta come una seccatura dai genitori che recriminano sulle spese già all’uscita dall’ospedale. Il vero problema sembra l’alterità della figlia rispetto al marchio di famiglia, fatto di televisione, cibo scadente, inesistenza di rapporti comunicativi e affettivi, poiché tutti i membri sono presi dalle loro occupazioni in modo assolutamente autoreferenziale. La creatività di Matilda, la sua eccezionalità in senso letterale, può esprimersi solo quando è sola.
Lo spazio di fuga e di realizzazione del sé è offerto a Matilda dai libri. Il suo amore per la lettura appare funzionale non solo al suo desiderio di conoscenza, ma soprattutto per astrarsi da una realtà in cui non è compresa. I libri sono i suoi giocattoli, che le permettono di entrare in altre dimensioni. Il suo talento, come spesso accade per i bambini prodigio, ha quindi una duplice valenza: da un lato è un’opportunità in più, dall’altro si rivela una condanna, in un’eccezionalità che le preclude una vita più normale.

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