Noi siamo infinito – The perks of being a Wallflower

Noi siamo infinito

Regia: Stephen Chbosky

Tipologia: Differenze di genere

Genere: Drammatico, Sentimentale

Interpreti: Logan Lerman, Emma Watson, Nina Dobrev, Ezra Miller, Paul Rudd, Dylan McDermott, Mae Whitman, Melanie Lynskey, Kate Walsh, Johnny Simmons, Zane Holtz, Nicholas Braun, Reece Thompson

Origine: Usa

Anno: 2012

 

 

 Trama: È il 1991 e Charlie (Logan Lerman) è un ragazzo molto intelligente, ma allo stesso tempo timido e insicuro, che osserva il mondo intorno a sé tenendosi in disparte. Un giorno due carismatici ragazzi dell’ultimo anno, la bella Sam (Emma Watson) e il suo impavido fratellastro Patrick (Ezra Miller), lo prendono sotto la loro ala protettrice accompagnandolo verso nuove amicizie, il primo amore, il primo bacio, le prime feste, le rappresentazioni del Rocky Horror Picture Show e la ricerca della colonna sonora perfetta della loro vita. Allo stesso tempo, il suo professore di inglese, il sig. Anderson (Paul Rudd) lo introduce al mondo della letteratura, facendo nascere in lui il sogno di diventare scrittore. Tuttavia, nonostante la felicità raggiunta, il dolore del suo passato, segnato dal recente suicidio del migliore amico Michael e dall’accidentale morte di una sua cara zia, tormenta ancora Charlie. Quando i suoi amici più grandi si preparano a lasciare il liceo per il college, l’equilibrio precario del ragazzo inizia a sgretolarsi, fino a palesare una dolorosa verità.

Recensione: I vantaggi di essere una tappezzeria: detto così potrebbe sembrare l’argomento di un tema sociale, da svolgere nel tempo di lettura di questa recensione. E forse, anche solo da un labile punto di vista mentale, è davvero così. Ma, in termini prettamente più pratici, si tratta della traduzione letterale del titolo originale del libro, e ora film, The Perks of Being a Wallflower, lavoro interamente curato da Stephen Chbosky. E poi all’improvviso al film è stato dato un titolo italiano e una data d’uscita: così si fa strada anche da noi quello che altrove è stato già definito un piccolo gioiellino dal cuore tenero, quel Noi Siamo Infinito che, nella sua versione cartacea, ha segnato nel profondo un’intera generazione.
Noi Siamo Infinito è stato pubblicato nel 1999 ed è pian piano diventato un cult: la sua lettura è stata controversa, tanto che alcune scuole lo hanno inserito nei loro programmi e altre, addirittura, lo hanno proibito. Per portare questa storia al cinema, ci si è tenuti quanto più vicino alle sue radici. È infatti lo stesso Stephen Chbosky a scrivere la sceneggiatura e a dirigere il film che, come il libro, segue il suo eroe, Charlie, attraverso il suo primo anno di scuola superiore… elettrizzante, traumatico e infine trionfante. Stephen Chbosky, nel costruirne la sceneggiatura, modifica le metodiche narrative del libro, scritto come una serie di lettere che Charlie indirizza a un amico senza nome. Le lettere di Charlie trattano questioni che i teenager continuano ad affrontare ancora oggi. Alcuni di questi argomenti sono importanti: l’uso di droghe, l’alcol, il sesso. Nel lavoro di adattamento, invece, lo scrittore ha deciso di rendere i personaggi più importanti degli eventi, focalizzando l’attenzione sulla relazione tra Charlie e i primi amici che incontra nella nuova scuola, Sam e Patrick, che vedono in lui uno spirito innocente, buono e indifeso. La storia del film, infatti, si svolge come una parabola, sconvolgendo gradualmente le caratteristiche di partenza dei suoi protagonisti e portandoli in una posizione completamente diversa. Ognuno dei personaggi affronta una crisi in Noi Siamo Infinito, così come confessa Emma Watson: “Non c’è un solo personaggio che non compie una parabola o che non viva un processo di crescita. Hanno a che fare con delle cose difficili e serie, ma tutto è sempre affiancato a qualcosa di umoristico“. Tutto il film è permeato da amore: quello che si percepisce, in ogni segmento, del regista, padre di tutta la storia, e parte integrante di essa; quello dei personaggi, che si evolve ed esplode in modi diversi; quello di una generazione che ha adorato e bramato il libro, eleggendolo guida dei propri sentimenti adolescenziali; quello di uno spettatore che, inconsapevolmente, si ritrova perso emotivamente nella nelle sottili pieghe della narrazione.

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