“Qui ci sono bambini che hanno bisogno di sapere che ce la possono fare”

“Voglio che tutti i bambini che entrano nella mia scuola sappiano che possono andare ovunque, e che possono appartenere a qualsiasi posto”

Queste parole fanno capire bene che tipo è Nadia Lopez, la preside della Mott Hall Bridges Accademy (MHBA), una scuola media di Brownsville (Brooklyn), il quartiere con il più alto tasso di criminalità di tutta New York: un posto dove vivere e crescere è molto difficile. Lopez ha trasformato la scuola in una delle poche zone protette e sicure per bambini e ragazzini, solitamente circondati da violenza, povertà, droga e mancanza di prospettive. Negli ultimi giorni la scuola e la sua preside sono diventate piuttosto famose grazie al fotografo Brandon Stanton, che ha raccontato la loro storia su Humans of New York, uno dei photoblog più famosi e apprezzati di Internet .

Tutto è cominciato il 19 gennaio quando Stanton, come fa di solito per il suo blog, ha fermato per strada un ragazzino, gli ha fatto qualche domanda e gli ha chiesto se poteva fotografarlo. Il ragazzino si chiama Vidal Chastanet, ha 13 anni ed è di Brownsville. Quando Stanton gli ha chiesto chi era la persona che aveva influenzato di più la sua vita, Chastanet ha risposto «La mia preside, la signora Lopez. Quando ci mettiamo nei guai non ci sospende. Ci chiama nel suo ufficio e ci spiega che la società è stata costruita attorno a noi. E ci dice che ogni volta che qualcuno molla la scuola, in una prigione viene costruita una nuova cella. Una volta ha fatto alzare in piedi tutti gli studenti e ha detto a ognuno di noi, uno alla volta, che era importante».

Stanton è rimasto molto impressionato dalla risposta del ragazzino: ha deciso di incontrare Lopez e dedicare un piccolo reportage alla scuola, fotografandone studenti e insegnanti e raccontandone speranze e difficoltà. L’obiettivo della scuola non è solo dare un’istruzione ai ragazzi e proteggerli dal crimine e dal carcere, ma convincerli che non sono condannati a una vita già scritta: studiando e dandosi da fare possono costruirne una nuova, senza preclusioni. «Il nostro colore è il porpora – spiega per esempio Lopez – I nostri studenti si vestono di porpora e così fa lo staff. Perché il porpora è il colore della regalità. Voglio che i miei studenti sappiano che anche se vivono in case popolari appartengono al lignaggio reale che risale ai grandi re e e alle grandi regine africane. Appartengono a un gruppo di individui che hanno inventato l’astronomia e la matematica. Appartengono a un gruppo di individui che hanno sopportato così tanto nella storia e che ce l’hanno comunque fatta. Quando dici alle persone che sei di Brownsville, storcono la bocca. Ma qui ci sono bambini che hanno bisogno di sapere che ci sono aspettative su di loro, che ce la possono fare».

In linea con questa filosofia, Lopez e Stanton hanno lanciato una raccolta fondi per accompagnare ogni anno i ragazzini delle nuove classi in gita a Harvard, una delle università più prestigiose al mondo. La gita costa circa 30 mila dollari (più o meno 26 mila euro) e l’obiettivo iniziale era raccoglierne 100 mila, così da portare a Harvard tre classi diverse nel giro di tre anni. Al momento il fondo ha ricevuto oltre 1,2 milioni di dollari di donazioni (più di un milione di euro). La storia di Chastanet, Lopez e della loro scuola è diventata in poco tempo molto famosa: è stata ripresa da giornali, siti di news e programmi tv, tra cui quello della popolare Ellen DeGeneres che li ha invitati alla sua trasmissione. Alla fine è arrivato anche l’invito della Casa Bianca: il presidente Barack Obama ha ritenuto la loro storia esemplare, e ha voluto incontrare Chastanet, Lopez e Stanton nello Studio Ovale. Stanton ha pubblicato le foto di loro quattro insieme su Humans of New York, accompagnandole da questo commento:

«Lopez mi ha insegnato che prima che uno studente sia pronto per l’istruzione accademica deve capire che merita il successo: questa può essere la sfida più difficile dell’istruzione. Lopez dice sempre che non c’è posto a cui i suoi studenti non possano appartenere. Recentemente abbiamo ricevuto un invito che l’ha confermato».

Ed eccolo qui.

 

 

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