Shining

Shining

Regia: Stanley Kubrick

Genere: Horror, Thriller

Tipologia: Violenza familiare, crisi di valori

Interpreti: Jack Nicholson, Shelly Duvall, Danny Lloyd

Origine: USA, UK

Anno: 1980

Trama: Jack Torrance, mediocre scrittore, con problemi di alcolismo, accetta l`incarico di custode in un albergo di montagna che resta chiuso per la stagione invernale bloccato dalla neve. Il direttore avverte Jack di un drammatico evento che anni prima si è verificato nell`hotel; l’allora custode durante quei mesi, aveva ucciso sua moglie e le due figlie e poi si era suicidato; Jack accetta lo stesso l’incarico e si trasferisce con sua moglie Wendy e suo figlio Danny.  Quest’ultimo è dotato di poteri paranormali, è capace di vedere eventi accaduti nel passato ed eventi che accadranno. Nell`albergo il bambino avverte subito l`influsso di oscure presenze che lo terrorizzano. Nel frattempo anche Jack comincia ad avere strane visioni che lentamente lo portano ad assumere un atteggiamento scontroso evia via sempre più violento nei confronti dei suoi familiari. Solo Wendy resta insensibile a queste presenze ma avverte il cambiamento di umore del maritoe lospavento del bambino ed è terrorizzata. Pian piano Jack inizia a credere che il suo fallimento sia colpa della sua famiglia, incontra il fantasma del vecchio custode che lo incita ad imitarlo uccidendo il figlio e la moglie. Jack ha ormai perso il controllo ed è alla follia: la moglie se ne rende conto anche quando trova il manoscritto del romanzo che è in realtà il ripetersi di una sola frase. Quando l’uomo prova ad aggredirla, la donna reagisce colpendolo con una mazza da baseball e rinchiudendolo nella dispensa; ma le presenze negative lo liberano ed è a questo punto che nasce una caccia all`uomo, con Jack munito di ascia che insegue Wendy e Danny per ucciderli. Durante la fuga madre e figlio si separeranno, il bambino fugge all`esterno di notte mentre infuria una bufera di neve e riuscirà a salvarsi rifugiandosi nel labirinto di siepi dell’albergo che conosce bene e attirando il padre in quei meandri. Jack non si accorge durante l`inseguimento di perdere l`orientamento, resta intrappolato nel dedalo, morendo assiderato. Il bambino uscirà dal giardino seguendo a ritroso le impronte lasciate nella neve, giunto fuori incontra sua madre e i due si metteranno in salvo sul gatto delle nevi che aveva portato all’albergo il cuoco, morto anche lui per mano di Jack. La scena finale porta lo spettatore con un lento zoom ad una foto scattata nel 1921 che ritrae Jack tra gli invitati di una festa di gala nell’hotel.

Recensione: Cult movie entrato nel nostro immaginario collettivo, Shining è un crogiolo di topoi della letteratura e del cinema, dal labirinto interno (i corridoi dell’albergo), al labirinto esterno (il dedalo di siepi cariche di neve); dalla casa/albergo infestata da presenze oscure, al sosia, le sorelle gemelle, il doppio che rappresenta l’angoscia della perdita dell’io. Ma pur essendo un capolavoro del filone classico del cinema dell’orrore americano, presentarlo solo come un film dell’horror è limitante e deviante rispetto agli intenti stessi del regista che proprio in una intervista rilasciata al periodico francese Positif, spiegò i suoi riferimenti ad un saggio di Freud: Il perturbante, ovvero ciò che non conosciamo e ci spaventa perché in realtà non è “altro da noi”. Infatti ciò che è heimlich cioè rassicurante, protettivo, familiare, diventa anche unheimlichperturbante, sconvolgente, non familiare, come due facce della stessa medaglia. Il mister Hyde che alla fine non può non affiorare dal tranquillizzante e civilissimo Jeckill. Tutto quello che ci sembra sicuro e affidabile può diventareinvece minaccioso e infido. La famiglia non è mai una certezza di tutela e di rassicurazioni, anzi, a volte è proprio là che si nasconde il “lupo cattivo”, Here’s Johnny sussurra Jack alla moglie che tenta di uccidere.  Memorabile lascena nella quale le dice:“Wendy, I’m home” sono a casa, e in questo modo il luogo più sicuro diventa in realtà quello piùrischioso; il male si alimenta non nel buio ma nella luce della quotidianità e si paralizza nel freddo intenso dell’oscurità, si congela nella neve, ma non si sgretola. La società rappresentata dal sempre illuminato albergo/casa, diventa lentamente una trappola inesorabile per i protagonisti. Il passato non può essere cancellato, ritorna e dovrebbe essere una sorta di memento, ricordandoci che i fantasmi dell’orribile sono velatima non sgominati, sempre presenti a rammentare che tutto ancora può succedere. Il pericolo delle guerre, il sangue delle torture, i genocidi, la violenza fine a se stessa, i falsi valori, incombono ancora su tutti. La follia umana può solo essere rinchiusa nel labirinto della ragione dal quale si spera non possa mai uscire e nel quale possa soccombere. Anche in questo film come sarà in altri come Il sesto senso del regista M. Night Shyamalan, il bambino è una figura chiave, ha capacità di vedere e sentire che magari poi perderà da grande;metafora di una innocenza che l’uomo possedeva quando era più connesso alla natura e sentiva come gli animali; così la donna, da sempre legata ai ritmi naturali, non si lascia distruggere dal male, dalle presenze, dalle frustrazioni della vita lavorativa, non si lascia coinvolgere dall’odio, dalla rabbia ma è vita e come tale difende la vita. Jack ama suo figlio ma odia il bambino ciò che lui ha perso, ama la moglie ma odia la donna la Grande Madre che lui non sarà mai. Magistrale l’interpretazione di Jack Nicholson, impossibile immaginare un altro attore nelle vesti di Jack Torrance. La suspense è mantenuta per tutto il film grazie anche alle inquadrature del regista poche le scene da splatter ma necessarie per mantenere alta la tensione. Incessanti sono le sollecitazioni che arrivano da questo capolavoro come il senso di spiazzamento continuo che offre allo spettatore, spalancando un universo diegetico e allo stesso tempo extradiegetico; passato e presente si fondono nel film ma la pellicola è in realtà una realizzazione di montaggio che darà sempre allo spettatore una variegata possibilità di interpretazioni. Lo stesso nome dell’hotel Overlook ha vari significati: stregare ma anche esaminare. Chi guarda il film potrà essere sempre libero di scegliere tra reale ed immaginario, realtà storica e mondo onirico.

M. P.

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