Un nuovo inizio a scuola. Emozioni in gioco

Relatrice: M. Betti

Il Covid 19 ci ha messi di fronte a sfide  importanti a livello umano e lavorativo. E’ importante comprendere come possiamo accettare ed accogliere queste sfide sviluppando resilienza e facendo in modo che la sviluppino anche coloro che sono vicino a noi (bambini, utenti, colleghi…).

La prima sfida che dobbiamo riconoscere è quella di mantenere un benessere psicologico. L’epidemia ha interrotto, a volte completamente stravolto, le attività di vita quotidiana. Dobbiamo tenere presente che, oggi, ricominciare può non necessariamente voler dire tornare alla normalità, bensì porre una nuova discontinuità a fronte di precari equilibri con difficoltà costruiti. Dobbiamo accettare che ci possono essere conseguenze a lungo termine sul benessere psicologico individuale. Esistono infatti correlazioni significative tra malattie infettive e l’insorgenza di conseguenze di tipo psicologico e comportamentale. Tra le conseguenze negative troviamo un’importante incidenza di depressione, preoccupazione, paura del contagio, la sensazione che sia stata ridotta la propria qualità della vita e la propria percezione di benessere individuale.

Una seconda sfida imposta è quella di fronteggiare un ambiente di lavoro che non offre garanzie assolute, il che equivale ad accettare una soglia di rischio da parte del lavoratore.

Una terza sfida è quella di trovare un equilibrio tra la gestione familiare e le responsabilità lavorative. La chiusura delle scuole e dei servizi ha costretto molti genitori lavoratori a prendersi cura a tempo pieno dei figli, ad occuparsi della loro istruzione, dovendo far fronte contemporaneamente alle  nuove necessità del lavoro da casa. È stato molto difficile mantenere i confini tra tutti gli aspetti della vita:lavoro, scuola, legame genitoriale, relazione di coppia…Le richieste in termini di performance sono state più elevate in tutti i campi, pur essendo stravolte le condizioni che avrebbero permesso una performance ottimale. Ciò equivale a dire che, a fonte di condizioni peggiori, si sono rese necessarie performance quantitativamente e qualitativamente superiori. Tutto questo, a livello emotivo, ha generato stress, esaurimento emotivo e burnout, sia negli adulti che nei bambini.

Diventa perciò importante riscoprire il potere della regolazione delle emozioni per far fronte alle conseguenze della pandemia. La regolazione delle emozioni è quel processo che consiste nel dare avvio, mantenere e, se necessario, modificare la propria esperienza emotiva e la sua espressione. Una regolazione delle emozioni efficace riduce l’impatto delle emozioni negative e aumenta la percezione di benessere. Ci sono alcune strategie che possono essere utilizzate: ricercare gli altri per sentirsi bene (ritrovare forme di socialità consentite); tenersi impegnati sperimentando attività diverse e inconsuete; cercare di impegnarsi in attività che possano incidere sul proprio umore; tentare di risolvere i problemi individuando strategie alla propria portata e percorribili nell’immediato. A fronte delle tante pressioni e richieste di performance, un’attenta, periodica e attiva valutazione delle emozioni (il che implica prendersi il tempo di entrare in contatto con sé stessi e con gli altri) può aiutare a prevenire la sensazione di essere divorati dallo stress, dalla preoccupazione e dalle emozioni disfunzionali. Una regolazione emotiva efficace ha effetti positivi sulla propria  capacità di adattamento. Le persone devono imparare a ridisegnare le loro competenze cognitive ed emotive per rispondere in maniera adeguata alle sfide e agli eventi della vita.La regolazione emotiva può aumentare anche la motivazione al proprio benessere e la buona volontà a ripianificare la propria vita, ad esplorare le situazioni, anche dolorose, per individuare opportunità.  Tutto questo incrementa i livelli di adattabilità, fa sì che si percepiscano livelli inferiori di stress e si accresca la propria resilienza. La resilienza è in grado di aiutare le persone a focalizzare e persistere verso il proprio obiettivo, anche se elevato e complesso. Va sottolineato che la resilienza è un fattore individuale che però può trovare sostentamento e valore nell’interazione sociale. Per questo è fondamentale il valore del gruppo. Imparare a regolare le proprie emozioni attraverso il rapporto con gli altri, il supporto delle relazioni sociali, tra pari e con gli adulti, aiuta ad alimentare l’empatia, la compassione, i comportamenti di aiuto nei confronti degli altri. Al rientro a scuola, con delicatezza, sarà importante ricreare un ambiente plurisfidante arricchito dal valore del dialogo, tra adulti e con i bambini, per produrre narrazioni efficaci sulla loro storia emotiva e per costruire percorsi collettivi di supporto che creino resilienza diffusa.

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