Vado a scuola – Sur le chemin de l’école

VADO

 

 

 

 

 

 

 

Regia: Pascal Plisson

Genere: Documentario

Tipologia: Diritti dei minori, Il mondo della scuola

Interpreti: Jackson Saikong, Samuel J. Esther, Zahira Badi, Carlito Janez

Origine: Francia

Anno: 2013

Trama: Il documentario racconta la storia di Jackson, Zahira, Samuel e Carlito. Quattro bambini di quattro angoli differenti del pianeta, ma uniti tutti dallo stesso desiderio: andare a scuola, perché consapevoli che la loro sopravvivenza e il loro benessere dipende dall’istruzione. Essi, ogni giorno, percorrono enormi distanze e sono  costretti ad affrontare innumerevoli ostacoli e  pericoli: serpenti, elefanti, banditi nelle savane del Kenya,  attraverso i sentieri delle montagne dell’Atlante in Marocco, sotto il caldo soffocante dell’ India del Sud o sugli altipiani della Patagonia. Jackson ha dieci anni, abita in Kenya e percorre ogni giorno, mattina e sera, 15 Km; Zahira è una marocchina, ha undici anni ed è costretta ad un faticoso cammino insieme alle sue due amichette; Samuel, pure di undici anni, abita in India, la sua scuola è lontana 8 Km, ma il viaggio è interminabile perché non ha l’uso delle gambe e viene spinto su una carrozzina dai due fratellini; Infine c’è Carlito, è della Patagonia, abita a 25 Km dalla scuola e la raggiunge ogni giorno con la sorellina.

Recensione: Il documentario Vado a scuola di Pascal Plisson, splendido sia sotto il profilo filmico che del contenuto, è stato insignito del logo dell’Unesco e dell’Aide et Action. Ha riscosso grande successo al Festival di Locarno. Esso va al di là delle mere intenzioni di fotografare realtà, storie, situazioni, paesaggi. Diventa una denuncia schietta e spietata, una provocazione verso quei Paesi ricchi dell’occidente dove tutto è semplice, è dovuto, spesso non amato e rifiutato. Si pensi agli artificiosi, banali e inutili problemi di quanti, docenti, studenti, famiglie, pongono per eludere l’unico vero senso della Scuola quale centro costruttivo e propulsivo di cultura! Quanti bambini, quanti giovani si lamentano tutte le mattine di dover andare a scuola? Quanti genitori reclamano per i troppi compiti dei figli che rovinano i «sacri» weekend? Quanti docenti, per ignavia, vengono meno ai loro doveri istituzionali? Quanti amministratori, quanti dirigenti «ligi» ai bilanci privano i bambini disabili della possibilità di istruirsi? Quattro punti differenti della Terra: Kenya, Marocco, India, Patagonia. Quattro diverse storie, ma complementari fra loro. L’universalità. L’unanime umano desiderio di affrancarsi, attraverso lo studio e la conoscenza, dai bisogni della povertà; di superare i vincoli e le imposizioni sociali e gli individuali limiti fisici e mentali; di sviluppare il proprio potenziale e  poter scegliere liberamente la propria esistenza. Il Keniota Jackson sogna di  essere così istruito da poter diventare pilota, ottenere un buon lavoro e riscattare la sua famiglia dalla povertà. La marocchina Zahira spera di diventare una donna poliziotto, indossare una divisa, difendere i diritti delle donne, impedire agli adulti di armare i bambini per le inutili guerre fratricide. Il poliomelitico Samuel, invece, vuole diventare medico e sconfiggere la malattia che ha colpito lui e colpisce in India tanti altri bambini. L’argentino Carlito, infine, figlio di pastori, sogna di diventare veterinario, curare gli animali e migliorare la vita dei pastori della Patagonia.

A. C.

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