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E’ un appuntamento importante quello del 29 Maggio, l’ultimo ufficiale della piattaforma il sociale non si ferma, ed è dedicato all’incontro con i Garanti dei diritti dei minori provenienti da tutte le Regioni di Italia. Un incontro significativo per dimostrare che, davvero, il sociale non si ferma, nemmeno quando comincia la ripartenza e potrebbe, almeno per un po’, restare fermo a guardare. Perché sono ancora tante le categorie di invisibili che non possiamo lasciare abbandonate al loro destino.

Oggi ci occupiamo dei bambini, soprattutto quelli della fascia 0-6 che, ancora oggi, non sanno se e come potranno tornare a scuola. Ma anche, e soprattutto, dei minori in tutela. Quei minori che, affidati ai servizi sociali, frequentavano con continuità, prima del lock down, i centri socio-educativi diurni e semiresidenziali i quali consentivano, per la gran parte della giornata, di esercitare una protezione significativa. Con le restrizioni, i centri socio-educativi sono stati equiparati alle scuole e quindi sospesi. Non se ne è parlato, però, a livello ministeriale, nemmeno durante la programmazione delle riaperture. Si è parlato della riapertura dei centri estivi, di quelli sportivi e di aggregazione, ma non nello specifico dei centri socio educativi i quali sono diventati, per l’ennesima volta, gli invisibili e i dimenticati, pur svolgendo una funzione di protezione e tutela essenziale. E se è vero che la loro gestione e riapertura è demandata in qualche modo alle Regioni ed ai Comuni è anche vero che il bisogno di tutela e protezione di quei minori non varia da luogo a luogo, dal momento che quegli stessi minori, oggi, vivono ancora o chiusi in case che non riescono a rispondere appieno ai loro bisogni educativi, relazionali e sociali, oppure fuori, in giro per le piazze e le vie, spesso senza dispositivi di protezione e, ancora più spesso, inconsapevoli di quello che succede intorno a loro. L’importanza di questo incontro risiede nel ribadire a gran voce che, se è vero che in questo momento è importante continuare a perseguire la tutela della salute, è vero anche che è importante perseguirla a trecentosessanta gradi, comprendendo anche la tutela della salute psichica, emotiva e relazionale di chi ha già ricevuto una valutazione chiara rispetto al suo bisogno di protezione, al punto da ritenere che il nucleo familiare debba essere coadiuvato nella gestione della responsabilità genitoriale. Non può nemmeno la pandemia fermare questo bisogno e diritto sacrosanto di continuare ad essere protetti e tutelati. Esistono esempi virtuosi in Italia di Regioni che hanno iniziato una sperimentazione, rendendo di nuovo accessibili spazi, scuole, ambienti esterni. Ciò che chiediamo e non ci stancheremo mai di chiedere è che questi non costituiscano esempi isolati, frutto di sporadiche azioni amministrative lungimiranti, ma che diventino il terreno elitario della sperimentazione che tutto ciò che è importante per la salute e la tutela dei cittadini, soprattutto di quelli minori di età, se lo si vuole, diviene possibile.

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