Ho visto ieri, alle Gallerie d’Italia a Milano, la mostra itinerante: “L’arte Risveglia l’anima”, una mostra emozionante promossa dall’ Associazione autismo di Firenze, L’immaginario e Amici del museo Hermitage con Intesa San Paolo, dove sono esposte per dialogare e includere tutti noi “normodotati” attraverso un linguaggio proprio speciale opere realizzate da persone con disturbi dello spettro autistico. Tutto ciò nell’ambito di un progetto internazionale di inclusione sociale e culturale.

E’stata per me una occasione di entrare in relazione con Francesco, Roberta, Federico, Alessio, KeiKo, Giorgia, Tommaso che ho guardato e mi hanno guardato, che ho abbracciato e mi hanno abbracciato in un arcobaleno di infinite gradazioni di colori, che corrispondono alle infinite sfumature della personalità autistica. Un dialogo umano fatto di sguardi e legami, in un circolo virtuoso, così ben espresso da Roberta nella sua “CENTRIFUGA”, connessa alla danza di Henry Matisse e nelle due mani che si toccano a formare un nido di amore del suo “AMANTI” ispirato da Marc Chagall; la “FAMIGLIA” con teiera e cucina di Riccardo. E, infine, gli “SGUARDI” tristi, stupiti e curiosi e impauriti di Francesco e quelli teneri di “FRATELLI” di Giorgia, Tommaso, Roberto, Marco ed Elena.

E gli occhi tondi dei “BALLERINI DI FLAMENCO” di Alessio; i piedi danzanti di Keiko che ci evocano occhi mediterranei nel suo “AMSTERDAM”. E, infine, gli occhi e la farfalla di Stefania nel suo “AUTORITRATTO”.

E’stata per me una esperienza di impatto emotivo potente. Ho sentito il mio cervello destro abbracciare e danzare con quello sinistro, lo In e lo Yang, il paterno e materno, il Femminile ed il Maschile.

I miei occhi pieni di meraviglia e sorpresa hanno riconosciuto questa intensa danza nella pancia, nelle anse intestinali, nel SENZA TITOLO di Stefano Musso.

Sono tornata a casa, in una Milano primaverile assolata, a cavallo di “ORFEO” di Francesco Salvatori ispirato a Marino Marini, sentendo il canto e il volo degli “UCCELLI” di Keiko Araki.

Voglio condividere con tutti voi questo grande regalo perché possiate sentirvi, come me, inclusi e mischiati nella potente fragilità e affascinante diversità dell’autismo.

 Franca Miola, 23 Aprile 2018

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