Noces

noces

 

 

 

 

 

 

 

Regia: Stephan Streker

Genere: Drammatico

Tipologia: Accoglienza, Discriminazione

Interpreti: Lina El Arabi, Sebastien Houbani, Olivier Gourmet

Origine: Belgio, Francia, Lussemburgo, Pakistan

Anno: 2016

Trama: Zahira è una giovane studentessa belga di origini pakistane, studia e frequenta ragazzi della sua età con i quali vive le sue esperienze sessuali e di innamoramento. La famiglia Kazim non è rigida e sembra integrata nella società occidentale, pur rispettando le tradizioni del paese d’origine. I genitori utilizzano un mezzo di comunicazione moderno, skipe, attraverso il quale invitano la ragazza a conoscere i suoi tre pretendenti: infatti secondo le abitudini pakistane, Zahira dovrà accettare un matrimonio combinato “una incredibile opportunità” secondo il padre e la madre. Ma la ragazza è incinta ed è combattuta tra accettare la tradizione che implica anche la ricostruzione dell’imene o tenersi il bambino e vivere una vita da ragazza madre. Proverà a chiedere aiuto alla sua amica Aurore e a suo fratello Amir: ma il matrimonio combinato è un obbligo morale e Zahira da un lato vorrebbe rispettare l’onore della famiglia, dall’altro lato però desidererebbe tenere il bambino e vivere la sua vita. Sarà scontro con le sorelle e con un padre che, nonostante sia gentile e non autoritario, non riesce a rifiutare il peso delle tradizioni profondamente radicate in lui. Tutto porterà alla tragedia annunciata. L’integralismo soffoca le istanze di integrazione di cambiamento che pure resistono nei ragazzi e ne fanno le prime vittime dell’ottusità religiosa e culturale.

Recensione: Noces è la storia di una ragazza belgo-pakistana di quasi 19 anni, della sua famiglia, delle decisioni da prendere quando scopre di essere incinta. Zahira è integrata nei due ambienti che non si fondono mai e, dopo aver compreso che la famiglia fa sul serio e non transige sul rispetto della religione musulmana, rifiuta di abortire, rifiuta un matrimonio combinato anche se basato sulla scelta tra tre uomini del suo paese d'origine, da conoscere attraverso un breve appuntamento via Skipe. Zahira ama la sua famiglia ed è amata, ma tutto questo porta alla crisi della sua identità che si svela dolorosamente scissa e inesorabilmente all’esplosione… e tutto accade come ci si aspetta. Questo film ispirato ad un episodio reale (ma uno solo?) narra il confronto interculturale, la spaccatura tra tradizione e modernità, non prende posizione non condanna, non giudica, perché ognuno ha le proprie ragioni. E il giudizio è lasciato al pubblico. Cade a volte in qualche ingenuità; forse ci vuole tempo perché arrivi un grande regista che possa e voglia realizzare un grande film su questo tema. Film che non sia uno schizzo ma diventi uno tzunami coraggioso e senza compromessi buonisti o perbenisti che cadrebbero nell’errore in cui cade Noces. La pellicola infatti non riesce a narrare il contesto, il tessuto urbano che in realtà è distante, le stesse istituzioni che lasciano soli ragazzi; ma restituisce bene il graduale disorientamento della protagonista, l’incomprensione del fratello e della sorella, ma non scava nei personaggi e in quello che accade dentro e intorno a loro. La storia inizia e termina con la voce della ragazza, un’Antigone moderna perché, come dichiarava il regista Stephan Streker, “Il film è lei, è il suo punto di vista”.

M. P.

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