Intesa come transizione psico-sociale dall’infanzia all’adultità, spazio di acclimatamento maturazionale degli anni della pubertà, tempo della soggettività e della scelta di quale persona diventare, l’adolescenza non è forse mai stata così difficile da quando è stata inventata, secondo alcuni alla fine dell’Ottocento. È a partire da allora che i cambiamenti sociali hanno favorito un ritardo progressivo dell’assunzione di responsabilità adulta, facendo spazio sul piano emotivo ad una moratoria delle proprie scelte identitarie. Una moratoria funzionale all’esplorazione e alla maturazione, ma che nella sua incertezza ha generato il fenomeno antropologico di un’età di dubbi e di crisi.
Se il contesto di “precarietà” del sistema economico e lavorativo degli ultimi decenni sembra allungare potenzialmente questo tempo di incertezze esistenziali sine die, dal 2020, nel post-pandemia, si aggiunge un affastellarsi di emergenze planetarie di ogni tipo, con l’allungarsi di ombre pesanti sulle rappresentazioni del futuro. Gli adolescenti devono dunque compiere lo sforzo di rappresentarsi adulti e assumersi la responsabilità di un disegno di vita in questo contesto, o abbassare lo sguardo ad una gestione del proprio presente, tramite strategie più o meno funzionali, trovandosi più che mai vulnerabili agli eventi avversi, agli imprevisti e ai contraccolpi. E tuttavia è nelle crisi più profonde che assistiamo ai cambiamenti di paradigma e ai salti verso nuovi equilibri.
Come quarantatreenne che ha conosciuto un mondo diverso, guardo questa generazione con un misto di preoccupazione e speranza, come psicologo mi interrogo sui cambiamenti che ho visto emergere in questi dodici anni di lavoro con gli adolescenti.
Mi chiamo Federico Ferrari, sono uno psicoterapeuta sistemico-relazionale, che lavora in un ambulatorio per adolescenti e giovani adulti in un grande ospedale milanese e mi è stato chiesto di condividere i miei pensieri sulle adolescenze di oggi. In questa rubrica cercherò di cogliere alcuni degli aspetti che più mi colpiscono delle adolescenze contemporanee, facendomi guidare dalla curiosità e dal pensiero sistemico.

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