Da ogni parte del pianeta giungono notizie di situazioni di temperature estreme in entrambe le direzioni, della perdita quotidiana in ricchezza della biodiversità, della cancellazione di corsi d’acqua e ghiacciai; e ancora di incendi, cicloni, uragani.  

Il clima cambia in modi che lasciano un segno sugli spazi delle nostre vite, modificano i connotati del mondo che conosciamo generando insicurezza e una progressiva perdita delle nostre certezze più elementari. L’imprevedibilità è diventata una componente  ineliminabile del nostro avvenire. Agire è ormai una necessità impellente che preme da ogni direzione – scientifica, politica, etica, sociale, educativa.  

In uno scenario di rapide trasformazioni e complessità crescenti, occorre saper “navigare a vista” tra le informazioni di cui siamo in possesso, i piani di azione previsti e i comportamenti e le abitudini da costruire, per adattarci alle odierne sfide e ai futuri rischi; al fine di rispondere con soluzioni complesse a problemi complessi e intricati su scala globale. 

Con questo spirito ci proponiamo di investigare alcune questioni legate ai piani per l’educazione alla sostenibilità, come esempio di impegno che non può riposare su se stesso, ma evolvere e crescere a partire dalle sue stesse aporie, poiché – come sempre – laddove emerge una vulnerabilità, emergono possibilità di rinnovamento sempre maggiore. 

 

Lorenzo Cervi, esperto di tutela dell’ambiente, collaboratore del Master

Iniziamo la rubrica con un tema caldo, anzi caldissimo – caldo come l’ennesima estate bollente capace di […]