Scuola estiva di comunità: “Conoscersi per accogliere”

La terza Scuola di comunità del master Tutela, diritti e protezione dei minori, ”Conoscersi per accogliere”, si terrà  a Ripalimosani (CB) dal 28 al 31 Agosto prossimi.

Lo staff, composto dalla direttrice Prof.ssa Paola Bastianoni e dai/dalle docenti Elvira Battista, Monica Bianchini, Alessandro Maria Fucili, Roberta Landuzzi e Paola Sabbatani, ha realizzato un programma denso di idee, proposte, attività.

Un percorso partecipato “a misura” di comunità.

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Staff: da sin: Paola Bastianoni, Monica Bianchini, Roberta Landuzzi, Elvira Battista, Alessandro Maria Fucili, Paola Sabbatani

 

Uno spazio di interruzione dal coinvolgimento quotidiano con l’obiettivo di compiere un viaggio autenticamente (auto)riflessivo che consenta di sostare e transitare, in maniera consapevole, tra le dimensioni dell’intimità e dell’alterità, tra la sfera più personale della propria biografia, e quella più squisitamente reciproca dell’ incontro con l’altro. Assunzione fondamentale della terza scuola di comunità, diretta dalla prof.ssa Paola Bastianoni, direttrice del master “Tutela, diritti e protezione dei minori”,che quest’anno affronta il tema del “Conoscersi per accogliere“, è, pertanto, la primarietà della conoscenza di sè e dell’ elaborazione delle esperienze significative dell’esistenza di ciascuno che esigono rievocazione, ascolto e dialogo interiore, prima di rendersi accessibili all’esterno. Nelle professioni di aiuto e sostegno ancorate a modelli relazionali l’incontro di sè, concesso all’altro, necessita di essere governato e monitorato in maniera consapevole dall’adulto/educatore al fine di impiegare la propria persona, la propria storia, i propri spazi reali per costruire e rendere visibile all’altro quello spazio simbolico, interno, sempre accessibile e messo a disposizione di ciascun bambino/adolescente preso in carico.I vissuti emotivi personali vengono agiti nel corso dell’interazione con l’altro. La complessità delle dinamiche in atto nella relazione educativa, nello specifico, consente di rilevare che, all’interno del contesto relazionale, gli adulti/educatori non sono (e non devono considerarsi)  “immuni” dall’attivazione di emozioni e vissuti soggettivi i cui ancoraggi sono da ricercarsi nella propria storia/esperienza relazionale/familiare precoce.  Pertanto, attivare uno sguardo autoriflessivo, recuperando tracce della propria storia,coglierne gli aspetti inediti insieme a  quelli più facilmente riconoscibili,diventa momento e passaggio fondamentale nel processo di autocomprensione, che intimamente riguarda ciascuno di noi, ma che nel contempo mette in movimento verso l’Altro.

Il processo di conoscenza di sè passa necessariamente attraverso il racconto di sè e della propria memoria: pensarsi, riattualizzare i momenti più significativi della propria esistenza, ricomporre frammenti di memoria consentono di dotare di senso le esperienze e vissuti, recuperando un’identità più salda che rende capaci di donarsi in maniera più consapevole all’altro.

I processi introspettivi e la conoscenza di sè filtrano attraverso la voce, suono primario per eccellenza: prima soffio, respiro, pianto, poi parola, invocazione o grido o melodia o cantilena, e infine afflato. Nel ventre il silenzio è interrotto da voci familiari, il suono materno riecheggia nel corpo; dialoghi primitivi segnano un’intera esistenza. Nel monologo come nel coro e/o nel ventriloquio, la voce porta con sè il timbro inconfondibile della propria identità. Identità che si realizza e manifesta anche attraverso un corpo che nelle posture e nei gesti racconta chi siamo, che porta i segni del tempo, e che dismette le spoglie di mero involucro tutte le volte che la pelle prende consistenza  e diventa percettibile grazie alle mani di chi, curandosi di noi, ci culla, ci accarezza, ci abbraccia.

Tale  lavoro di riflessione e  ricerca di sè consente di  dare forma al proprio modo di stare al mondo e di dilatarsi  e di ampliarsi  nell’accoglienza e nell’accettazione dell’altro.

All’interno di tale cornice concettuale, la scuola, i laboratori biografici : “Ricordi; “Le nostre immagini”; Quella volta che…; “Conoscersi”,  i laboratori espressivi sull’uso della voce, del corpo e del colore,  sono pensati specificamente per consentire a ciascun partecipante di raccontarsi all’interno di un contesto relazionale e comunicativo autentico, con l’obiettivo di generare processi consapevoli di accoglienza  verso le proprie storie e verso le storie degli altri, elemento indispensabile per il lavoro nelle comunità.

Nè pubblico, nè privato dunque: lo spazio e il tempo della scuola sarà quello delle storie di ciascuno.

Si rivelerà spazio e tempo collettivo.

Si rivelerà spazio e tempo di comunità.

Loredana Catalano

La scuola è rivolta a educatori/educatrici, assistenti sociali, psicologi/psicologhe, giurist*,insegnanti, volontar*, student*.

Per info sui corsi e iscrizioni scrivere a mastertutelaminori@unife.it

L’ordine degli avvocati ha attribuito 12 crediti.

In corso di accreditamento all’Ordine degli assistenti sociali.

Locandina:
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