il vizietto

Regia: Edouard Molinaro

Genere: Commedia

Tipologia: Differenze di genere

Interpreti: Ugo Tognazzi, Michel Serrault, Michel Galabru, Claire Maurier, Remi Laurent, Benny Luke, Carmen Scarpitta, Luisa Maneri, Venantino Venantini, Carlo Reali, Guido Cerniglia, Liana Del Balzo, Vinicio Diamanti, Nicola D’Eramo, Angelo Pellegrino

Origine: Italia, Francia

Anno: 1978

 

 

Trama: L’italiano Renato Baldi vive da vent’anni con il francese Albin, detto Zazà, insieme al quale gestisce, a Saint Tropez, un “night” per travestiti, “La Cage aux Folles”. I due, che non nascondono la loro omosessualità, vivono come marito e moglie. Nel passato dell’italiano, però, c’è stata una brevissima avventura etero-sessuale, dalla quale gli è nato un figlio, Laurent. Un bel giorno, il giovane annuncia al padre e a Zazà – che in quei vent’anni gli ha fatto da madre – l’intenzione di sposare Adrienne, figlia di un importante uomo politico, esponente di un partito che si propone di difendere a tutti i costi l’ordine morale. L’annuncio di Laurent, che da Adrienne è stato presentato ai suoi come figlio di un diplomatico, getta lo scompiglio in Renato e Zazà, costretti a spacciarsi – il giorno in cui i genitori di Adrienne vengono a conoscere i futuri suoceri della figlia – per quel che non sono.

Recensione: il titolo originale francese, La cage aux folles, rimanda al nome del locale gestito da Renato e Albin. Il titolo italiano del film è divenuto oggetto, pressoché immediatamente, di uno stereotipo infatti nel linguaggio comune si usa l’espressione “vizietto” per indicare l’omosessulalità. In realtà questo termine è usato nel senso opposto: nel corso del film, infatti, Albin rimprovera più volte Renato di farsi prendere dal “vizietto” ogni volta che incontra la madre di Laurent. Il vizietto è dunque l’attrazione che Renato prova per una donna. Tratto dalla commedia ‘La cage aux Folles’ di Jean Poiret, il film – che Edouard Molinaro ha diretto con scioltezza e i cui interpreti danno prova di notevole perizia professionale – penetra nel mondo dei ‘diversi’ non soltanto per trarne motivo di divertimento – e questo è assicurato sia dalla brillantezza dei dialoghi, sia da una serie di spassose trovate – ma anche per mostrare come, al di là di certi aspetti che urtano la sensibilità dei normali, i ‘diversi vivano umanissimi drammi e tormenti che meritano rispetto e comprensione “.