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Durante l’incontro tenuto da Paola Mastellari (Assistente Sanitaria – Tutore Volontario) vengono affrontati due temi molto significativi legati all’accoglienza, al sostegno e all’integrazione dei minori stranieri non accompagnati e di famiglie che versano in condizione di disagio socio economico nell’ambito di una interessante esperienza di volontariato.

Il Tutore Volontario è una figura nuova , viene istituita con Legge N. 47 del 2017, art. 11 “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati”- MSNA.  La norma prevede che il Tribunale per i Minorenni istituisca un elenco di Volontari formati per la tutela dei MSNA. Dopo avere effettuato un corso di formazione e avere confermato la propria disponibilità, gli aspiranti tutori vengono inseriti nell’elenco istituito preso il Tribunale per i Minorenni di competenza territoriale, elenco che viene trasmesso dal Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione. La Tutela volontaria si esercita a seguito della nomina con apposito Decreto da parte del Tribunale per i Minorenni. A Ferrara si sono svolti due Corsi di formazione, uno nel 2015 e uno nel 2017. Dopo la formazione,  nel 2016 e con l’avvio delle tutele si è costituita l’Associazione di Volontariato Tutori nel Tempo. Il Tutore volontario è quindi un cittadino che assume la tutela di un minore a seguito della nomina da parte del Tribunale per i Minorenni, il suo impegno è espressione di genitorialità sociale e di cittadinanza attiva. Intrattiene un relazione significativa con il ragazzo che gli è affidato, lo rappresenta davanti alla legge, lo orienta nelle scelte scolastiche e di vita e persegue il riconoscimento dei suoi diritti. Ne promuove quindi il benessere psicofisico in collaborazione con il Servizio sociale e con tutti gli operatori/soggetti di riferimento del territorio, vigila sulla sua educazione ed inclusione, sulle sue condizioni di accoglienza, sulla sua sicurezza e protezione. Alcuni dati: in Italia circa il 90% dei minori stranieri non accompagnati sono ragazzi adolescenti maschi fra i 14 e i 17 anni, molti di loro hanno una storia di vita costituita spesso da violenze e privazioni  e intraprendono lunghi viaggi senza un adulto di riferimento per raggiungere un futuro migliore. Le femmine rappresentano circa il 5,2%, la violenza di genere è un elemento che caratterizza l’esperienza migratoria di molte donne e ragazze. L’aspetto relazionale rappresenta il fattore più delicato della tutela, solamente attraverso una relazione positiva con il ragazzo si può instaurare un rapporto di fiducia costruttivo. La mia Esperienza di Tutore volontario: dal 2016 ad oggi ho assunto la tutela di tre minori, una bambina italiana di sei anni i cui genitori erano stati  sospesi dalla responsabilità genitoriale, un ragazzo proveniente dalla Costa d’Avorio di 16 anni che ora ne ha compiuti 20 e che continuo a seguire costantemente con affetto, da due anni ho in tutela un  ragazzo Nigeriano accolto nella Comunità della Città del Ragazzo di Ferrara. Ciascuno di loro ha una storia di vita a sé, esperienze dolorose e difficili da superare che richiedono molta comprensione e sostegno. Sono tre esperienze di tutela che per aspetti diversi mi hanno molto arricchita dal punto di vista umano e relazionale. Il periodo del loock down per emergenza Covid 19 ha determinato un grande cambiamento nella quotidianità di tutti, anche nelle modalità di incontro fra me e il ragazzo che ho in tutela, i  rapporti con gli educatori e con gli operatori della rete di supporto hanno inevitabilmente subito una riorganizzazione. In Comunità dopo le prime settimane di disorientamento e difficoltà legate alla comprensione di quanto stava accadendo, i ragazzi si sono via via adeguati alle regole da osservare per contenere la diffusione del virus e il rapporto fra i ragazzi e gli educatori si è rafforzato diventando di maggior fiducia reciproca. Successivamente, con il trascorrere delle settimane di “chiusura” alcuni ragazzi hanno iniziato a manifestare insofferenza mettendo in atto azioni non corrette. E’ stato quindi molto importante mantenere costanti e frequenti contatti con il ragazzo che seguo e con gli educatori attraverso videochiamate, telefonate, filmati, incontri a distanza ed invio in Comunità di qualche “regalino”. E’ stato necessario fungere da collegamento e mediazione con i soggetti di supporto affinché fossero portate avanti le pratiche legali e amministrative che erano rimaste in sospeso, in particolare la richiesta per il Prosieguo Amministrativo e per la richiesta d’Asilo del ragazzo. Questo ha tranquillizzato molto il ragazzo, è stato molto utile fargli comprendere che il suo progetto di vita non si é fermato, così come è importante ed indispensabile il suo impegno per conseguire il diploma di Scuola Media, per il Corso professionale di Meccanica e per il rispetto delle regole.

Il Servizio Accoglienza alla Vita SAV.  Da molti anni svolgo attività presso il SAV, un’Associazione di volontariato – Onlus –  di ispirazione cristiana, nata a Ferrara nel 1988 per aiutare donne in gravidanza e mamme in difficoltà che si trovano in condizione di disagio sociale e/o economico con bambini sino a 6 anni di vita. Opera nel convincimento che la vita è un DONO unico e prezioso e va tutelata e protetta dal concepimento alla morte naturale. Si effettua un sostegno morale, psicologico e materiale e in situazioni particolari anche economico attraverso specifici progetti e/o con il contributo di benefattori. Riusciamo ad aiutare numerose famiglie, attualmente abbiamo in carico circa 230 famiglie, soprattutto grazie alla generosità di altre famiglie che ci portano vestitini, giocattoli, libri e materiali per l’infanzia ancora in buono stato e che vengono poi offerti ad altre mamme che lo richiedono. Forniamo inoltre alimenti  per la famiglia per l’infanzia e pannolini. Per ogni gestante e/o mamma che si presenta al SAV si svolge un primo colloquio per valutare la condizione di bisogno e vedere insieme come possiamo aiutarla. Viene quindi predisposto un progetto di sostegno, di accompagnamento ed educativo mirato a facilitare il suo percorso di autonomia. Successivamente attraverso un colloquio mensile si effettua il monitoraggio dell’andamento della situazione famigliare. Alcuni progetti di sostegno vengono realizzati in rete con altre istituzioni, il Servizio Sociale, il Comune e la Caritas di Ferrara. Le modalità e aree di intervento sono di diverso tipo: Accoglienza, Ascolto, Sostegno e Consulenza genitoriale prima e dopo la nascita, Ospitalità nella casa di accoglienza di secondo livello dove possiamo ospitare in due appartamenti mamme con i loro bambini, Laboratorio Mani d’Oro con la produzione di bellissimi manufatti  per autofinanziamento. Negli ultimi quattro anni l’Associazione partecipa a numerosi progetti in convenzione con alcune Scuole Superiori della città ed accoglie in percorsi specifici studenti e studentesse nel Progetto di Alternanza Scuola lavoro (Liceo Ariosto, Liceo Carducci, EINAUDI) e nel il Progetto “Sospensione Scolastica” per sanzione disciplinare (IPSIA – ITIP) e giovani dei Gruppi Scout per esperienze di volontariato. Le situazioni di difficoltà che si presentano sono di diverso tipo,  ogni mamma ha la propria storia, a volte la donna in gravidanza si trova in una condizione molto difficile, tanto da essere indecisa se portare a termine la gravidanza o meno. In questi casi è fondamentale mettere in atto un ascolto attivo ed empatico affinché la donna si senta compresa e sostenuta nel suo percorso decisionale. Nel periodo di emergenza Covid 19 il SAV ha continuato la sua attività per situazioni di grave necessità. Abbiamo accolto circa 30 nuove famiglie, sono persone che hanno perso il lavoro: badanti, colf, ragazze con lavoro “imprecisato”, ecc.. Quasi tutte le nuove situazioni accolte ci vengono inviate dal Servizio Sociale e/o dalla Caritas.. Naturalmente abbiamo dovuto modificare le modalità operative e riorganizzare il servizio  nel rispetto delle norme previste per il contenimento della diffusione del virus. Potrei descrivere molte diverse storie di mamme in difficoltà, ma racconto solamente l’ultimo caso particolare accolto proprio nel periodo del loock down:  Il 13 marzo scorso la volontaria in servizio ascolta un messaggio allarmante sulla segreteria telefonica del SAV, un voce concitata di donna in italiano stentato dice di essere disperata, piange, è all’ottavo mese di gravidanza e fra poco la manderanno via dalla stanza in cui abita nello studentato che la ospita perché lì una ragazza con un neonato non può stare e non sa cosa fare, dove andare, chiede aiuto!. Ma non lascia né il suo nome, né il numero di telefono. Le volontarie si sono subito attivate per conoscere l’identità della ragazza che ha telefonato, hanno contattato le sedi di studentato e i gruppi nigeriani a noi noti, ma senza risultato! Fortunatamente dopo pochi giorni la ragazza ha telefonato nuovamente al SAV, è stata invitata per un colloquio che si è svolto a distanza nell’area giardino dell’Associazione, compresa la situazione sono stati attivati  gli  aiuti possibili. Il suo bambino è nato circa due settimane fa, siamo riuscite a trovarle un alloggio insieme ad un’amica in un appartamentino nel centro città, sembra serena e contenta di fare la mamma e noi continuiamo ad aiutarla e sostenerla.

Le parole chiave che accomunano l’esperienza di Tutore volontario e il Servizio Accoglienza alla Vita sono essenzialmente queste: Ascoltare, Tutelare, Sostenere, Accompagnare e Prendersi cura.

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