Qui i protagonisti siamo noi!

Come una rosa blu

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Da domani vado a scuola. Così si ripeteva ogni giorno Martina quando, invece di prendere lo zaino e uscire di casa, si abbandonava sul divano coprendosi la testa con il cuscino. Domani. Un domani che durava da oltre due anni. Domani ci vado, ma oggi proprio non me la sento, oggi proprio no, dice alla madre che, piangente, dalle sei del mattino la implora di alzarsi, di andare a scuola, che è un suo dovere, che non importa se non ha studiato, basta che ci vada, basta che prenda la licenza media. Read More

Ascolta il mio cuore: Le povertà educative nella letteratura per l’ infanzia

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Prisca Puntoni, una delle protagoniste di Ascolta il mio cuore di Bianca Pitzorno, è la figlia di una famiglia benestante dell’Italia del dopoguerra. Il primo giorno della quarta elementare fa la conoscenza della nuova maestra, la signora Argia Sforza, e di due nuove compagne di classe, Iolanda e Adelaide, provenienti dal quartiere più povero della loro città. Ben presto Prisca si accorge di come la famiglia di provenienza incida sul percorso scolastico e sociale di ognuna delle sue compagne: non solo perché la sua stessa classe è divisa in piccole fazioni, costituite dalle figlie di industriali, di medici e di avvocati, di commercianti, piuttosto che dalle figlie di una sartina a ore o del bidello della scuola, ma perché a rinforzare il concetto che le origini siano determinanti per capire se e di che tipo possa essere il successo scolastico delle allieve è proprio la stessa maestra.

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Crescere giocando in cortile

Giada guarda l’orologio appeso al muro della cucina: mancano cinque minuti alle 16,00. Mancano cinque minuti all’ appuntamento con Carlotta. Si danno sempre appuntamento a quell’ora, dopo aver fatto i compiti, in “piazzetta”; così i bambini di Via della Vigna chiamano la parte finale di una stradina chiusa alla quale si affacciano una decina di abitazioni: in realtà è un piccolo parcheggio, ma siccome tutte la famiglie parcheggiano la macchina davanti a casa, quel parcheggio quadrato rimane sempre vuoto e per questo sembra proprio una piccola piazza.

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Dai “Compagni di branco” a “L’attimo fuggente”

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Non è semplice trattare il tema delle povertà educative dal punto di vista della loro trasposizione cinematografica. Forse perché questo tema porta con sé una forte complessità, peraltro molto legata alle storie individuali. Ma è comunque interessante avvicinarsi alla lettura ed all’interpretazione che autori e registi, a volte anche lontani nel tempo e nello spazio, possono fare di un tema che è ancora così attuale.

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Le Parole nei miei occhi. Le progettualità’ per il minore che necessita di cure palliative

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Filippo ha tre anni e sta per cominciare a frequentare la scuola dell’infanzia. E’ il più piccolo di tre fratelli e non vede l’ora di diventare grande come loro che vanno a scuola tutti i giorni.

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Status Socio Economico e Povertà Educative: il Potere dei Sogni

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Può suonare strano nella nostra società occidentale, che vuole apparire come il ritratto dell’opulenza, parlare di povertà. Eppure essa è la condizione che rappresenta circa il 12% della popolazione italiana, in base ai dati Istat. Più di un italiano su dieci si trova in condizioni di povertà assoluta, ovvero non ha possibilità di accesso ai beni essenziali. La povertà contiene, in sé, molteplici dimensioni e fattori che prenderemo in considerazione in momenti successivi. Il rapporto di Save the children del 2017 ha rilevato che sono più di 26 milioni i bambini a rischio di povertà ed esclusione sociale in Europa e questo dato è in costante peggioramento nell’ultima decade. Un dato davvero allarmante nella nostra civilissima Unione Europea.

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