Qui i protagonisti siamo noi!

Il viaggio di Erion

Ci sono voci che gravano sulla nostra coscienza come macigni sospesi in aria e trattenuti da fili invisibili. Sappiamo che prima o poi quei macigni crolleranno, ma non abbiamo la forza né il coraggio di spostarci. Le aquile sono animali diversi: possiedono le caratteristiche aggraziate di un uccello ed al contempo il ghigno e la determinazione dei più feroci predatori. E’ difficile amare le aquile. Ho visto una volta un uomo perdutamente innamorato della sua aquila. L’aveva addestrata. L’aveva addomesticata.

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Mamma mi compri la nutella?

“Mamma mi compri la nutella?”. Nicole è una bambina. Come tutti i bambini esprime desideri dettati non da esigenze effettive, ma da quello che il mondo intorno a lei le suggerisce: la pubblicità, i compagni di scuola, le abitudini consolidate di un mondo che tutto vuole e vuole fare, fuorché cambiare.

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Quando il capo-famiglia è un bambino

Sono un prete nigeriano. O meglio, sono un povero prete nigeriano. Meglio ancora. Sono un prete nigeriano povero. E chi è ricco in questa zona così arida, dove è difficile recuperare una tanica d’acqua, dove i topi sono un piatto prelibato, dove è un lusso poter mandare a scuola i figli?

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Figli a metà

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Quando la mamma mi ha fatto salire in macchina non immaginavo che non sarei più tornato a casa, che non avrei più rivisto mio padre. Se lo avessi saputo, probabilmente avrei cercato una scusa per non salirci. Anche se sono un bambino, so riconoscere quando la mamma sbaglia. Così come quando sbaglia il papà. Ma non hanno sbagliato sempre.

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Schiava del suo destino

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Me la ricordo la prima notte in strada. Mi hanno lasciata in un parcheggio semi deserto e mi hanno detto di non essere troppo schizzinosa con i clienti, altrimenti mi avrebbero massacrata di botte. Sapevo bene che sarebbe stato così. L’avevano già fatto, quando mi hanno presa appena arrivata in Italia ed io ho cercato di scappare perché non avevo i soldi per pagare il mio debito. Sono spietati, non si preoccupano di quanto male ti fanno. Ma non ti picchiano in faccia. La faccia la lasciano stare, altrimenti gli uomini per strada non si fermano. E se non si fermano non guadagni una lira. E se non guadagni non gli puoi portare i soldi. E la storia non finisce mai. Ma non finisce mai comunque.

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Ragazza alla pari

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Ricordo come fosse ieri il giorno in cui ho bussato alla porta della Signora Yana. Avevo passato le settimane precedenti a cercare un lavoro senza riuscire nemmeno a rimediare un bicchiere d’acqua. Mi guardavano tutti dall’alto in basso, come se essere un’india di quindici anni in Perù fosse una sventura. I ricchi sono così, disprezzano tutto ciò che non possono comprendere e ciò con cui non riescono proprio ad identificarsi. La Signora Yana mi è sembrata diversa.

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Notte prima degli esami

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La notte prima degli esami sancisce il passaggio alla vita adulta. Trascorsa quella notte non si potrà dire di essere uguali a prima. Io me la ricordo la mia notte prima degli esami. Sono rimasta a lungo stesa sul letto matrimoniale di mia nonna Iris, che me lo aveva ceduto per l’occasione, indecisa se dormire o ricominciare a ripassare tutto. Quel letto in cui non si capiva più il confine tra i libri e le coperte, dal quale si intravedeva il cielo sopra il quartiere, è stato il mio compagno di una notte che non ho più dimenticato.

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Un giorno diventerò un’insegnante

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I sogni non costano nulla a chi se li può permettere. Ma agli spaccapietre possono costare cari persino i sogni. Vengono chiamati proprio così, spaccapietre, i bambini che in Benin, nell’Africa occidentale, passano oltre 12 ore al giorno a svolgere un lavoro assolutamente assimilabile a quello svolto dagli schiavi. Dodici ore di lavoro in Benin vengono retribuite nemmeno due euro, quanto basta a quei bambini per comprare un pugno di riso per sé e per la propria famiglia.

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L’elefante e la ballerina

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Nel 1997 mi iscrissi al liceo classico della mia città, una normalissima città del nord est, in cui però erano ancora marcate le differenze sociali e di genere. Oggi l’iscrizione al liceo viene considerata una scelta tutto sommato normale. Ma alla fine degli anni Novanta l’Università appariva ancora come un’opportunità riservata a chi aveva determinate capacità e possibilità economiche.

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Il prezzo di una stola

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Kesi afferra i lembi della stola con la quale si era avvolta i fianchi e l’addome. Tra poco non potrà più nascondere la pancia. Un senso di profonda angoscia e disperazione l’invade. Che cosa ne sarà di lei quando lo sapranno a scuola, quando lo impareranno i suoi genitori? Che cosa ne sarà del bambino? Non è semplice la vita per una ragazza di quattordici anni in Sierra Leone, soprattutto se la tua famiglia è poverissima e tu sei già considerata una giovane e bella donna. Gli uomini non fanno troppa distinzione tra bambine e donne. E, purtroppo, i genitori non fanno troppa distinzione tra i figli quando si tratta di tentare di fare sopravvivere la famiglia.

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